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Ecco come funziona il business dei bambini

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Redazione Controvento.it on 26 maggio 2014 - 08:34 in Interni, Trentino-Alto-Adige

Continuiamo a “navigare” nell’immenso e complicato mondo dei servizi sociali e su come lavorano per proteggere la parte più debole della nostra società: i nostri bambini.

Dopo il servizio di Matteo Viviani alle “Iene” (qui il video) di mercoledì sera, abbiamo chiesto un breve commento all’avvocatoFrancesco Miraglia, già intervistato dalla nostra testata e raggiungibile al seguente link: Intervista.

“Sinceramente quanto raccontato mercoledì dalle Iene mi amareggia moltissimo sia come cittadino sia come avvocato perché, già nel mese di luglio dell’anno scorso, mi ero rivolto formalmente agli interessati per avere spiegazioni in merito al conflitto d’interessi, naturalmente senza avere risposta.

Ancora più scandaloso è che tutto ciò accada sulla pelle dei bambini e delle loro famiglie. Spero a questo punto che tutte le istituzioni, politiche e giudiziarie, diano delle risposte concrete affinché queste situazioni non accadano più.

Auspico l’intervento del Ministro di Grazia e Giustizia affinché accerti come sia stato possibile che per anni siano state violate delle precise direttive del Consiglio Superiore della Magistratura, secondo le quali non può essere giudice onorario chi abbia interessi diretti nell’ambito dei minori nella circoscrizione dello stesso Tribunale”.

Ogni qualvolta ‘si tocca’ l’intoccabile mondo dei servizi sociali si grida allo scandalo, e, come riportato oggi in un quotidiano locale, si parla subito di strumentalizzazione e, quindi, di un servizio montato ad arte.

Abbiamo chiesto anche l’intervento alla Consigliera Comunale Gabriella Maffioletti, chiamata pure lei in causa:

“Dopo il servizio de Le Iene sui conflitti d’interesse tra giudici minorili e strutture per minori in Provincia di Trento, sta venendo alla luce il business sulla pelle dei bambini che già in un convegno del giugno del 2012, tenuto al Palazzo della Regione di Trento, aveva portato l’onorevole Antonio Guidi a dire che «vale più un chilo di bambino che un chilo di eroina»”.

Purtroppo in quell’occasione, come anche in altre, si è preferito far finta di nulla.

Sono anni che il consigliere comunale Gabriella Maffioletti in primis denuncia una situazione di conflitto di interessi talmente flagrante da essere ormai diventata quasi normale.

Infatti, proprio per quanto riguarda i due casi sollevati ieri dal servizio delle Iene, sappiamo che l’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena aveva mandato delle lettere formali per chiedere spiegazioni, non ricevendo però alcuna risposta. E la faccia sconsolata del dottor Roberto Vettori ci dimostra come il conflitto d’interessi sia talmente diffuso da non essere più nemmeno percepito. Ci piace pensare che si sia messo a piangere perché è una brava persona, che in cuor suo si sia resa conto che forse c’era qualcosa che non andava.

Ma la stessa reazione del consigliere Luca Pisoni, che in un’occasione ha persino offeso pubblicamente il consigliere Maffioletti, dandole della paranoica per aver insinuato un possibile conflitto d’interessi tra il suo lavoro presso Villa Sant’Ignazio e la sua posizione nella commissione politiche sociali, ci dimostra come si sia perso il senso della misura.

Infatti, in una seconda occasione si è persino qualificato come psicologo nel contestare un ordine del giorno che chiedeva maggiori controlli sugli psicologi nelle scuole. Un palese conflitto d’interessi non rilevato neppure dal presidente del consiglio comunale, dottor Renato Pegoretti.

Ancora più scandalosa la risposta del dottor Mazza al giornalista delle Iene nel commentare la sua posizione di giudice onorario sul caso di una mamma ospitata nella sua stessa struttura. Secondo lui si è trattato di un “errore”, ma certamente non ha sentito le urla disperate di questo bambino di soli tre anni che chiedeva di tornare tra le braccia della sua mamma, strappato alla famiglia anche per decisione del dottor Mazza stesso. Se è vero che sono anni che c’è in Italia un conflitto d’interessi in tutti i campi che nessuno vuole sanare, questo non deve certo accadere sulla pelle dei bambini.

Lo spirito con cui alcuni giorni fa abbiamo presentato il disegno di legge: “Disposizioni in materia di affidamento di minori: modificazioni dell’articolo 34 della legge provinciale sulle politiche sociali” non è certamente quello di accusare il sistema trentino ma quello di allineare la tutela minorile alle convenzioni internazionali sui diritti del fanciullo con il passaggio da una cultura della protezione a una cultura dell’accoglienza.

Certo, non possiamo nasconderci dietro a un dito e non tener conto degli enormi interessi economici in gioco. Ed è proprio per questo che abbiamo presentato anche un esposto alla Corte dei Conti perché si faccia luce sul possibile danno erariale causato dagli allontanamenti “facili” e a causa della difficoltà d’implementazione dell’affido famigliare.

Nell’esposto sono descritti vari casi di conflitti d’interesse, inclusi quelli mostrati ieri dalle Iene, ma a nostro avviso sono appena la punta di un iceberg. Il nostro disegno di legge non dovrebbe trovare alcuna opposizione se non negli interessi privati di certe strutture residenziali e di certi psicologipsichiatri, operatori, ecc., che lavorano nel sociale.

Senza dubbio molti operatori e strutture lavorano onestamente e con passione, ma purtroppo gli interessi economici sono ingenti. Siamo, tuttavia, sicuri che la politica saprà reagire e liberarsi da queste pressioni e collusioni per il bene dei bambini”.

Ricordiamo che nella 4° puntata di TrentinoWeb.News in onda tutti i mercoledì su RTTR alle 21.40 sarà presentata una drammatica intervista ad una coppia trentina a cui è stato sottratto il figlio di 2 anni, dopo il parere di uno psicologo poi denunciato alla magistratura. Al rientro in studio Gabriella Maffioletti risponderà ad alcune domande sulla problematica.

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