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Giudice sbrigativo rovina la vita a due bambini per un “copia incolla”

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Redazione Controvento.it on 4 dicembre 2018 - 10:05 in Cronaca

A Trani ordinanza, emessa copiando senza leggere una perizia, sta causando gravi disagi a due bimbi
TRANI (29 novembre 2018). Ha dell’incredibile quanto sta accadendo a Trani, dove un giudice sta assumendo dei provvedimenti che riguardano due minori in tenera età senza minimamente preoccuparsi di loro, ma anzi, causandone forte stress e soprattutto adottando un’inspiegabile disparità di trattamento tra i due genitori, separati da due anni. E tutto a discapito del padre, nonostante sia stata l’ex moglie ad andare via da casa senza preavviso, dicendo di voler partorire il secondo figlio vicino alla famiglia di origine, ma di fatto non rientrando mai più a casa. E oltre al danno la beffa, che rende ancora più incredibile la vicenda: nel provvedimento assunto dal giudice, che disciplina quando i figli debbano vedere il padre, si legge la frase “dovranno stare una settimana oltre weekend alternati”, che la madre ha inteso in una settimana l’anno, mentre il padre ogni mese. Nel corso di un’udienza, chiedendo al giudice di dirimere la questione, si sono sentiti rispondere “Non lo so, mi sono limitata a copia e incollare la perizia tecnica, mettetevi d’accordo tra voi”.
«Alla luce di queste superficialità gravissime» sottolinea l’avvocato Francesco Miraglia, che rappresenta il padre, «ho chiesto al presidente del tribunale di avocare a sé questa causa, per le gravissime inadempienze dimostrate dal giudice che se ne sta occupando. Non si capisce come mai le ordinanze favorevoli alla madre vengano adottate in un paio di giorni, mentre quelle relative al padre giacciano sulla sua scrivania per mesi. Inasprendo la conflittualità tra i genitori, che altrimenti avrebbero trovato un equilibrio più sereno, per loro ma soprattutto per i due bambini».
Il più grande dei quali è “vittima” dell’ultimo provvedimento emanato da questo giudice che prevede che il bambino dovrà abbandonare il padre per trasferirsi dalla mamma. «Senza entrare nel merito delle decisioni assunte in passato da questi genitori» spiega l’avvocato Miraglia, «è però necessario sottolineare come questo bambino di cinque anni ha più volte manifestato profondo disagio nel dover ritornare dalla madre. Questa infatti, con la scusa di andare a partorire il secondo figlio nella sua regione natale, si è allontanata da Trani e non vi ha più fatto ritorno, trasferendo anche il proprio lavoro e prendendo casa lì, all’insaputa dell’ex marito e, con ciò, stravolgendo anche la vita anche del figlio che viveva con il padre. Il culmine un mese fa, quando il padre stava per riconsegnare il figlio alla madre insieme al fratellino più piccolo, ma il bimbo ha avuto una violenta crisi di nervi al punto da stare malissimo. Non curante di ciò la madre l’ha lasciato con il padre e se n’é andata. Perché allora non tenere in considerazione queste dinamiche e il disagio del bambino prima di assumere la decisione di affidarlo alla madre per sempre? Senza per altro stabilire esattamente i turni di visita paterni. Va assunta una decisione seria e precisa, invece che limitarsi a copiare i documenti scritti da altri. Ma cos’è questo bambino: un pacco? Ritengo pertanto gravissime le mancanze dimostrate dal giudice, che stanno soltanto nuocendo al piccolo e alla serenità di genitori e figli: questo magistrato pertanto non dovrebbe più occuparsi di questo caso. Certe volte, come in questa circostanza, le conflittualità tra ex coniugi vengono inasprite proprio dall’inerzia e dall’inefficienza dei giudici».

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