Dalla comunità alla famiglia: la vicenda di un minore tra errori, sofferenze e il ritorno alla responsabilità genitoriale
Trieste 15 aprile 2026– Una storia complessa, segnata da anni di interventi istituzionali, decisioni discutibili e passaggi critici, che si chiude con una svolta netta: il Tribunale per i Minorenni di Trieste ha disposto la reintegrazione piena della responsabilità genitoriale in capo ai genitori e il definitivo rientro del minore nel proprio contesto familiare. Il procedimento prende avvio nel 2021, a seguito di una segnalazione che evidenziava fragilità nel nucleo familiare, con difficoltà relazionali e criticità personali che portano all’attivazione del si-stema di tutela. L’intervento segue il percorso tipico della giustizia minorile: presa in carico, mo-nitoraggio e progressiva intensificazione delle misure, fino alla decisione più invasiva, ovvero il collocamento del minore in una comunità educativa. È in questa fase che la vicenda assume contorni problematici. Secondo quanto emerge dagli atti difensivi e dalla ricostruzione documentale, il collocamento in struttura non viene accompagnato da
Bucarest, a Palazzo Italia presentato “L’avvocato dei bambini”: Francesco Miraglia protagonista del confronto europeo sulla tutela dei minori
Bucarest – Presso Palazzo Italia, nella capitale romena, si è svolta la presentazione del volume “L’avvocato dei bambini”, scritto dall’avvocato Francesco Miraglia, da anni impegnato nella tutela dei diritti dei minori e delle famiglie nei procedimenti che riguardano l’affidamento, l’allontanamento e la protezione dell’infanzia. L’incontro ha rappresentato molto più di una semplice presentazione editoriale. L’appuntamento si è infatti trasformato in un momento di confronto internazionale tra Italia e Romania sui modelli di tutela dei minori, sulle garanzie procedurali nei procedimenti minorili e sulle criticità operative che possono emergere nel rapporto tra autorità giudiziaria, servizi sociali e famiglie. Al centro del dibattito la figura dell’avvocato Francesco Miraglia, autore del libro e protagonista di numerose iniziative giuridiche e culturali dedicate alla difesa dei diritti dei bambini e al rispetto del principio di bigenitorialità, tema sempre più centrale nel panorama della giustizia minorile europea. Nel corso
Giornata internazionale delle donne 2026
Di Sara Spoletini Approfittiamo di questa giornata per scoprire cosa c’è dietro al mazzolin di mimosa, parliamo di cosa significa essere donna nella civiltà, di un ruolo stereotipato, confinato all’essere moglie e madre, parliamo di cosa significa vivere in equilibrio tra responsabilità verso i ruoli sociali e scegliere l’autodeterminazione, il dover essere come le mode del momento impongono: intelligenti ma educate, sensuali e efficienti, parlare quando è necessario senza mai superare il collega uomo. La vita delle donne è sempre stata difficile. Il ruolo delle donne nella società è passato da una fase di partecipazione attiva alla sussistenza nella preistoria a millenni di subordinazione patriarcale, fino alla conquista dei diritti civili e politici nell'epoca contemporanea. Nella Preistoria sono considerate spesso "invisibili" nella narrazione storica, nonostante le donne hanno avuto un ruolo cruciale nella raccolta e nella gestione della comunità. Il passaggio al nomadismo
Nello zaino libri e coltelli
Di Sara Spoletini Secondo i dati del Viminale nel 2024 le lesioni dolose, in cui rientrano anche gli accoltellamenti, sono aumentate del 5,8%. La diffusione delle armi bianche tra i giovani è sempre più diffuso, dovremmo interrogarci se i ragazzi le usano per noia, per rabbia o per uccidere. Le lame sono diventate il simbolo di una generazione, quella a cui la pandemia ha lasciato incertezze, insicurezze e isolamento. Le lame sono diventato il mezzo attraverso cui i ragazzi gridano il proprio disagio a stare al passo con una società che non li ascolta, quella società a cui fanno fatica a stare dietro, a comprenderne le regole, a trovare un posto in essa. L'allarme riguarda soprattutto il Centro Nord: nelle grandi città aumentano le lesioni causate da minori e si allunga l'elenco di violenze tra i banchi, recentemente i fatti accaduti a La Spezia
Capodanno a Crans Montana
Di Sara Spoletini C’erano una volta dei giovani che aspettavano Capodanno, aspettavano l’arrivo del 2026 in un modo elegante, in un ristorante svizzero, conosciuto, alla moda; c’erano dei giovani pieni di sogni, speranze, nessuno avrebbe mai detto che non avrebbero avuto futuro e che quel 2026 non l’avrebbero mai vissuto, che sarebbero passati alla storia come vittime della una strage di Crans-Montana (Svizzera) Il bilancio è pesante: 40 morti, 121 feriti, ancora si cercano dei dispersi. Le domande che sorgono sono tante anche se nessuno può tornare indietro e modificare il corso triste degli eventi. La Svizzera è percepita a livello globale come un paese estremamente affidabile, grazie alla sua stabilità politica ed economica, all'alta qualità della vita, alla sicurezza, alla neutralità storica e alla forte valuta (il franco svizzero), fattori che la rendono leader in classifiche internazionali di "miglior paese" per qualità della
Giornata contro la violenza di genere, arieccoci
Di Sara Speletini( sociologa) ( 25 novembre ?Di violenza di genere si parla tutto l’anno perché di casi ne accadono tanti, troppi e sempre più frequentemente, questa settimana si celebra la giornata mondiale contro la violenza di genere e allora forse il messaggio deve essere più forte, più chiaro o quantomeno diverso. Non vogliamo celebrare soltanto chi non ce l’ha fatta ad uscire da una relazione malsana ma il mio appello vuole essere a tutte le donne di oggi e alle bambine che domani saranno donne. Tutte le vittime di violenza forse se tornassero indietro farebbero scelte diverse, assumerebbero comportamenti diversi e cercherebbero la sicurezza dentro sé stesse. Forse uno dei problemi delle donne in generale è cercare sempre l’approvazione o la sicurezza all’esterno, forse la cultura che ha fatto crescere tante donne in attesa del principe azzurro che salva e migliora
La mamma brasiliana non perde la figlia: il Tribunale di Torino dichiara il non luogo a provvedere sull’adottabilità e restituisce dignità alla famiglia d’origine
(Torino 12 novembre) Una storia di dolore, distanza e incomprensione culturale si conclude con un pronunciamento che restituisce umanità e giustizia. Il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta ha infatti dichiarato il non luogo a provvedere sulla richiesta di adottabilità di una bambina di due anni, di-sponendone l’affidamento ai familiari materni. Una decisione che segna un punto di svolta nel modo di intendere la tutela dei minori e riafferma con forza il principio secondo cui l’adozione deve rap-presentare una soluzione estrema, mai un automatismo. La sentenza giunge al termine di un percorso lungo e complesso, che ha visto una madre di origine brasiliana affrontare un sistema che troppo spesso non ha saputo comprenderla né accompagnarla. Giunta in Italia in condizioni di grande fragilità personale e sociale, la donna si è trovata immersa in un contesto istituzionale rigido e
La verità alla fine vince sempre: sconfessati i Servizi Sociali, il Tribunale dichiara il non luogo a procedere per l’adottabilità e dispone il rientro a casa della minore
Una decisione di grande valore umano e giuridico segna oggi una svolta importante nella giustizia minorile. Il Tribunale per i Minorenni ha infatti respinto la richiesta di dichiarare lo stato di adottabilità di una bambina e ha disposto il suo rientro presso la madre e i nonni materni, accogliendo integralmente le tesi difensive sostenute dall’Avv. Miraglia. Dopo anni di relazioni contraddittorie, giudizi affrettati e una lunga fase di incertezza, la verità è finalmente emersa, restituendo alla bambina il diritto di crescere tra gli affetti autentici della propria famiglia. La sentenza sconfessa apertamente l’operato dei Servizi Sociali, il cui atteggiamento è stato definito “pregiudizievole, parziale e non rispondente alla realtà dei fatti”. I giudici hanno riconosciuto che per troppo tempo la famiglia è stata oggetto di una valutazione distorta, basata su percezioni e non su elementi concreti, e che tale impostazione ha
Cassazione contro il Tribunale per i Minorenni e la Corte d’Appello di Reggio Calabria: annullato il decreto sugli incontri obbligati con i nonni
Cassazione contro il Tribunale per i Minorenni e la Corte d’Appello di Reggio Calabria: annullato il decreto sugli incontri obbligati con i nonni È stata notificata oggi, 12 maggio 2025, l’ordinanza con cui la Corte di Cassazione ha annullato il decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria e, prima ancora, dal Tribunale per i Minorenni della stessa città. Si trattava di un provvedimento che imponeva a un bambino di riprendere i rapporti con i nonni paterni, anche con modalità forzate e l’intervento della forza pubblica in caso di opposizione materna. Una decisione che, per nove lunghi anni, ha gravato su una madre e sulla sua famiglia, obbligate a difendersi da un sistema giudiziario che – secondo quanto stabilito oggi dalla Suprema Corte – ha completamente ignorato il reale interesse del minore. Il caso era nato nel 2019, quando i nonni paterni
Contro il silenzio e l’ingiustizia io ci metto la faccia
Francesco Miraglia: premiato per i diritti umani, voce scomoda e instancabile dei più fragili Intervista a cura della redazione di L’Italia Giusta – Voci di Legalità e Diritti FROSINONE, 10 MAGGIO 2025 – Nell’ambito del convegno “Il ricorso al Codice Rosso tra criticità attuative e tutela delle vittime”, organizzato presso il Palazzo Comunale di Frosinone, è stato conferito a Francesco Miraglia il prestigioso Premio Internazionale “Diritti Umani” 2025, promosso dalla Fondazione Club di Londra – Associazione Club d’Italia, con il patrocinio del Comune. Il riconoscimento, assegnato “per aver dedicato una vita alla giustizia e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei minori”, celebra un percorso fatto di coraggio, denuncia e impegno a difesa dei più vulnerabili. Francesco, cosa significa per te ricevere questo premio? È una conferma che la strada intrapresa, per quanto faticosa e spesso in salita, è quella giusta. Questo premio non