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 • Attualità

Ogni anno migliaia di famiglie entrano in contatto con il sistema dei servizi sociali. Molte trovano operatori preparati e professionali che svolgono il proprio lavoro con dedizione. Altre, invece, raccontano esperienze profondamente diverse: c'è chi attende mesi per ottenere una risposta, chi incontra difficoltà nell'accesso agli atti che lo riguardano, chi fatica a comprendere le motivazioni di una relazione trasmessa all'autorità giudiziaria e chi chiede regole più chiare e maggiori garanzie procedimentali. Anche molti operatori chiedono strumenti più efficaci, procedure meglio definite e un quadro normativo che valorizzi il loro lavoro e rafforzi la fiducia dei cittadini. È da queste esigenze che nasce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Adesso Italia, che sarà depositata il prossimo 28 settembre in Corte di Cassazione. Una riforma concreta che punta a rendere i servizi sociali più trasparenti, più responsabili e

Giustizia minorile a Torino sotto accusa: «Il giudice ha ignorato gli atti, la CTU diventa una senten-za. Nordio invii gli ispettori» L'Avv. Francesco Miraglia denuncia gravi anomalie processuali nel Tribunale di Torino: contestato il mancato esame di atti tempestivamente depositati, sollevati dubbi sulla terzietà della consulenza tecnica e chiesto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio l'invio degli ispettori ministeriali. «Questa vicenda potrebbe rappresentare la punta dell'iceberg di un sistema che merita di essere verificato fi-no in fondo». TORINO – Può un giudice assumere un provvedimento destinato a incidere sulla vita di una bam-bina senza esaminare atti che, secondo la difesa, erano stati regolarmente depositati? Può una con-sulenza tecnica determinare il destino di una famiglia quando sulla sua indipendenza vengono solle-vati dubbi circostanziati? E soprattutto: chi controlla il corretto funzionamento di un sistema nel qua-le, con particolare frequenza, vengono nominati gli stessi consulenti

Porterò nella politica l'esperienza maturata nella difesa dei cittadini, delle famiglie e dei minori» Adesso Italia comunica ufficialmente la nomina dell'Avv. Francesco Miraglia quale Vicepresidente Nazionale del movimento, incarico conferito in data 22 giugno 2026 nell'ambito del percorso di rafforzamento della struttura nazionale del partito in vista delle future sfide politiche e istituzionali. La nomina rappresenta il riconoscimento di un percorso professionale, umano e civile sviluppato nel corso di oltre trent'anni di attività al servizio dei cittadini, delle famiglie, dei minori e delle persone più fragili. Avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, criminologo, docente e autore, Francesco Miraglia ha dedicato gran parte della propria attività professionale alla tutela dei diritti fondamentali della persona, alla difesa dell'infanzia, al sostegno delle famiglie e alla protezione delle vittime di violenza e di ogni forma di emarginazione sociale. Il Segretario Nazionale di Adesso Italia, nel comunicare la

Drammatico caso in provincia di Macerata svela i paradossi del sistema di tutela dei minori. Avvocato Miraglia: «Ragazzi tranquilli tolti alle famiglie, quelli complicati lasciati allo sbando» MACERATA (9 giugno 2026). La rete di protezione istituzionale attorno ai minori mostra le ennesime crepe in provincia di Macerata, dove la vicenda di una quattordicenne in stato di grave vulnerabilità sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Attraverso un'istanza urgente presentata al Tribunale per i Minorenni di Ancona, l’avvocato Francesco Miraglia, legale della famiglia della ragazza, ha sollevato pesanti accuse nei confronti dei Servizi sociali, delle forze dell'ordine e delle strutture sanitarie, denunciando una situazione di totale inerzia e omissione davanti a un pericolo concreto, attuale e in rapido aggravamento. E chiede con assoluta fermezza che venga data immediata e concreta attuazione al provvedimento già emesso dallo stesso Tribunale,

Trieste 15 aprile 2026– Una storia complessa, segnata da anni di interventi istituzionali, decisioni discutibili e passaggi critici, che si chiude con una svolta netta: il Tribunale per i Minorenni di Trieste ha disposto la reintegrazione piena della responsabilità genitoriale in capo ai genitori e il definitivo rientro del minore nel proprio contesto familiare. Il procedimento prende avvio nel 2021, a seguito di una segnalazione che evidenziava fragilità nel nucleo familiare, con difficoltà relazionali e criticità personali che portano all’attivazione del si-stema di tutela. L’intervento segue il percorso tipico della giustizia minorile: presa in carico, mo-nitoraggio e progressiva intensificazione delle misure, fino alla decisione più invasiva, ovvero il collocamento del minore in una comunità educativa. È in questa fase che la vicenda assume contorni problematici. Secondo quanto emerge dagli atti difensivi e dalla ricostruzione documentale, il collocamento in struttura non viene accompagnato da

Bucarest – Presso Palazzo Italia, nella capitale romena, si è svolta la presentazione del volume “L’avvocato dei bambini”, scritto dall’avvocato Francesco Miraglia, da anni impegnato nella tutela dei diritti dei minori e delle famiglie nei procedimenti che riguardano l’affidamento, l’allontanamento e la protezione dell’infanzia. L’incontro ha rappresentato molto più di una semplice presentazione editoriale. L’appuntamento si è infatti trasformato in un momento di confronto internazionale tra Italia e Romania sui modelli di tutela dei minori, sulle garanzie procedurali nei procedimenti minorili e sulle criticità operative che possono emergere nel rapporto tra autorità giudiziaria, servizi sociali e famiglie. Al centro del dibattito la figura dell’avvocato Francesco Miraglia, autore del libro e protagonista di numerose iniziative giuridiche e culturali dedicate alla difesa dei diritti dei bambini e al rispetto del principio di bigenitorialità, tema sempre più centrale nel panorama della giustizia minorile europea. Nel corso

Di Sara Spoletini Approfittiamo di questa giornata per scoprire cosa c’è dietro al mazzolin di mimosa, parliamo di cosa significa essere donna nella civiltà, di un ruolo stereotipato, confinato all’essere moglie e madre, parliamo di cosa significa vivere in equilibrio tra responsabilità verso i ruoli sociali e scegliere l’autodeterminazione, il dover essere come le mode del momento impongono: intelligenti ma educate, sensuali e efficienti, parlare quando è necessario senza mai superare il collega uomo. La vita delle donne è sempre stata difficile. Il ruolo delle donne nella società è passato da una fase di partecipazione attiva alla sussistenza nella preistoria a millenni di subordinazione patriarcale, fino alla conquista dei diritti civili e politici nell'epoca contemporanea. Nella Preistoria sono considerate spesso "invisibili" nella narrazione storica, nonostante le donne hanno avuto un ruolo cruciale nella raccolta e nella gestione della comunità. Il passaggio al nomadismo

Di Sara Spoletini Secondo i dati del Viminale nel 2024 le lesioni dolose, in cui rientrano anche gli accoltellamenti, sono aumentate del 5,8%. La diffusione delle armi bianche tra i giovani è sempre più diffuso, dovremmo interrogarci se i ragazzi le usano per noia, per rabbia o per uccidere. Le lame sono diventate il simbolo di una generazione, quella a cui la pandemia ha lasciato incertezze, insicurezze e isolamento. Le lame sono diventato il mezzo attraverso cui i ragazzi gridano il proprio disagio a stare al passo con una società che non li ascolta, quella società a cui fanno fatica a stare dietro, a comprenderne le regole, a trovare un posto in essa. L'allarme riguarda soprattutto il Centro Nord: nelle grandi città aumentano le lesioni causate da minori e si allunga l'elenco di violenze tra i banchi, recentemente i fatti accaduti a La Spezia

Di Sara Spoletini C’erano una volta dei giovani che aspettavano Capodanno, aspettavano l’arrivo del 2026 in un modo elegante, in un ristorante svizzero, conosciuto, alla moda; c’erano dei giovani pieni di sogni, speranze, nessuno avrebbe mai detto che non avrebbero avuto futuro e che quel 2026 non l’avrebbero mai vissuto, che sarebbero passati alla storia come vittime della una strage di Crans-Montana (Svizzera) Il bilancio è pesante: 40 morti, 121 feriti, ancora si cercano dei dispersi. Le domande che sorgono sono tante anche se nessuno può tornare indietro e modificare il corso triste degli eventi. La Svizzera è percepita a livello globale come un paese estremamente affidabile, grazie alla sua stabilità politica ed economica, all'alta qualità della vita, alla sicurezza, alla neutralità storica e alla forte valuta (il franco svizzero), fattori che la rendono leader in classifiche internazionali di "miglior paese" per qualità della

Di Sara Speletini( sociologa) ( 25 novembre ?Di violenza di genere si parla tutto l’anno perché di casi ne accadono tanti, troppi e sempre più frequentemente, questa settimana si celebra la giornata mondiale contro la violenza di genere e allora forse il messaggio deve essere più forte, più chiaro o quantomeno diverso. Non vogliamo celebrare soltanto chi non ce l’ha fatta ad uscire da una relazione malsana ma il mio appello vuole essere a tutte le donne di oggi e alle bambine che domani saranno donne. Tutte le vittime di violenza forse se tornassero indietro farebbero scelte diverse, assumerebbero comportamenti diversi e cercherebbero la sicurezza dentro sé stesse. Forse uno dei problemi delle donne in generale è cercare sempre l’approvazione o la sicurezza all’esterno, forse la cultura che ha fatto crescere tante donne in attesa del principe azzurro che salva e migliora