Dalle aule alla politica
(Abano Terme 5 agosto) L'intervista della settimana con l'Avv. Francesco Miraglia L'esperienza maturata nelle aule di giustizia diventa proposta politica. Ogni settimana un confronto sui temi che riguardano famiglie, minori, giustizia e diritti. Non basta denunciare ciò che non funziona. È arrivato il momento di cambiare le regole» L'Avv. Francesco Miraglia, Vice Presidente Nazionale di Adesso Italia, presenta la proposta di legge per la riforma dei servizi sociali. D. Avvocato Miraglia, negli ultimi mesi il suo nome è stato associato ad alcune delle più importanti vicende nazionali in materia di giustizia minorile, tra cui il caso di Torino. Oggi, però, lei compie un passo ulteriore: dalla denuncia alla proposta politica. Perché? R. Prima di tutto desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Segretario Nazionale di Adesso Italia, Maurizio Esposito, che ha creduto fin dal primo momento in questo progetto politico, comprendendone la portata e sostenendolo con
Servizi sociali, Adesso Italia lancia la sfida: «Più trasparenza, più controlli e più tutele per le famiglie»
Ogni anno migliaia di famiglie entrano in contatto con il sistema dei servizi sociali. Molte trovano operatori preparati e professionali che svolgono il proprio lavoro con dedizione. Altre, invece, raccontano esperienze profondamente diverse: c'è chi attende mesi per ottenere una risposta, chi incontra difficoltà nell'accesso agli atti che lo riguardano, chi fatica a comprendere le motivazioni di una relazione trasmessa all'autorità giudiziaria e chi chiede regole più chiare e maggiori garanzie procedimentali. Anche molti operatori chiedono strumenti più efficaci, procedure meglio definite e un quadro normativo che valorizzi il loro lavoro e rafforzi la fiducia dei cittadini. È da queste esigenze che nasce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Adesso Italia, che sarà depositata il prossimo 28 settembre in Corte di Cassazione. Una riforma concreta che punta a rendere i servizi sociali più trasparenti, più responsabili e
Giustizia minorile a Torino sotto accusa: «Il giudice ha ignorato gli atti, la CTU diventa una sentenza. Nordio invii gli ispettori»
Giustizia minorile a Torino sotto accusa: «Il giudice ha ignorato gli atti, la CTU diventa una senten-za. Nordio invii gli ispettori» L'Avv. Francesco Miraglia denuncia gravi anomalie processuali nel Tribunale di Torino: contestato il mancato esame di atti tempestivamente depositati, sollevati dubbi sulla terzietà della consulenza tecnica e chiesto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio l'invio degli ispettori ministeriali. «Questa vicenda potrebbe rappresentare la punta dell'iceberg di un sistema che merita di essere verificato fi-no in fondo». TORINO – Può un giudice assumere un provvedimento destinato a incidere sulla vita di una bam-bina senza esaminare atti che, secondo la difesa, erano stati regolarmente depositati? Può una con-sulenza tecnica determinare il destino di una famiglia quando sulla sua indipendenza vengono solle-vati dubbi circostanziati? E soprattutto: chi controlla il corretto funzionamento di un sistema nel qua-le, con particolare frequenza, vengono nominati gli stessi consulenti
Due fratellini in affido, denuncia alla Procura di Reggio Emilia: «Possibili segnali gravissimi ignorati per mesi»
(Ferrara- Reggio Emilia 27 luglio 2026) Due bambini di appena tre e quattro anni che manifestano ripetuti comportamenti sessualizzati. Uno di loro che, secondo la denuncia, indica spontaneamente il presunto autore di atti di natura sessuale nei suoi confronti. Una relazione tecnica che parla di "trauma attuale", di "modelli francamente negativi" e di un intervento istituzionale definito "tecnicamente ampiamente criticabile". È questo il quadro descritto nella denuncia-querela depositata alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia da una madre, assistita dall'Avvocato Francesco Miraglia del Foro di Napoli Nord, che chiede di accertare se vi siano state omissioni nella tutela dei propri figli durante il periodo di affidamento. Secondo quanto esposto nell'atto, il primo episodio risale al 27 febbraio 2026, quando, durante un incontro protetto, uno dei due bambini avrebbe manifestato un comportamento sessualizzato direttamente osservato e verbalizzato dagli operatori. Sempre secondo la
Dopo due anni in Casa Famiglia una bambina torna finalmente a casa e riabbraccia i nonni
Una decisione che restituisce speranza e conferma l'importanza del lavoro svolto dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri e dall'Avv. Francesco Miraglia a tutela del diritto di ogni bambino a crescere nella propria famiglia. (Verona 24 luglio 2024) Anche uno spiraglio di luce può diventare un faro, quando arriva dopo un lungo periodo di buio. Oggi quella luce si è finalmente accesa. Una bambina che ha trascorso tutta la sua vita in Casa Famiglia esce dalla struttura e rientra nella sua famiglia, accolta dall'abbraccio della mamma e dei nonni. È una notizia che restituisce speranza e ricorda quanto sia importante non smettere mai di credere che ogni bambino abbia il diritto di crescere nei propri affetti. La piccola è entrata in Comunità quando aveva appena un mese di vita. Da allora non ha conosciuto una casa, una cameretta, una quotidianità familiare. È cresciuta all'interno di
L’Avv. Francesco Miraglia nominato Vicepresidente Nazionale del Partito Adesso Italia
Porterò nella politica l'esperienza maturata nella difesa dei cittadini, delle famiglie e dei minori» Adesso Italia comunica ufficialmente la nomina dell'Avv. Francesco Miraglia quale Vicepresidente Nazionale del movimento, incarico conferito in data 22 giugno 2026 nell'ambito del percorso di rafforzamento della struttura nazionale del partito in vista delle future sfide politiche e istituzionali. La nomina rappresenta il riconoscimento di un percorso professionale, umano e civile sviluppato nel corso di oltre trent'anni di attività al servizio dei cittadini, delle famiglie, dei minori e delle persone più fragili. Avvocato cassazionista, giornalista pubblicista, criminologo, docente e autore, Francesco Miraglia ha dedicato gran parte della propria attività professionale alla tutela dei diritti fondamentali della persona, alla difesa dell'infanzia, al sostegno delle famiglie e alla protezione delle vittime di violenza e di ogni forma di emarginazione sociale. Il Segretario Nazionale di Adesso Italia, nel comunicare la
Quattordicenne Violena e autodistruttiva abbandonata dalle istituzioni
Drammatico caso in provincia di Macerata svela i paradossi del sistema di tutela dei minori. Avvocato Miraglia: «Ragazzi tranquilli tolti alle famiglie, quelli complicati lasciati allo sbando» MACERATA (9 giugno 2026). La rete di protezione istituzionale attorno ai minori mostra le ennesime crepe in provincia di Macerata, dove la vicenda di una quattordicenne in stato di grave vulnerabilità sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Attraverso un'istanza urgente presentata al Tribunale per i Minorenni di Ancona, l’avvocato Francesco Miraglia, legale della famiglia della ragazza, ha sollevato pesanti accuse nei confronti dei Servizi sociali, delle forze dell'ordine e delle strutture sanitarie, denunciando una situazione di totale inerzia e omissione davanti a un pericolo concreto, attuale e in rapido aggravamento. E chiede con assoluta fermezza che venga data immediata e concreta attuazione al provvedimento già emesso dallo stesso Tribunale,
Bergamo, una malattia genetica scambiata per maltrattamento: il dramma di due fratellini allontanati da casa. Miraglia attacca: «Servizi sociali fuori controllo, rischio adozione mascherata
Sua Sede BERGAMO (2 giugno 2026). Una grave patologia genetica inizialmente scambiata per maltrattamento, il silenzio delle istituzioni e il timore che un affido temporaneo possa trasformarsi, nei fatti, in una forma di adozione mascherata. È la denuncia dei genitori di due bambini bergamaschi di cinque e quattro anni, allontanati da casa da quasi cinque anni su provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Brescia. Una vicenda complessa che ora approda sul tavolo del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lombardia, mentre la famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Miraglia, denuncia uno stallo istituzionale ritenuto inspiegabile e potenzialmente dannoso per l’equilibrio affettivo e psicologico dei minori. Tutto ha inizio quasi cinque anni fa con il ricovero del figlio più piccolo, allora di appena un mese e dodici giorni, giunto al pronto soccorso con crisi convulsive ed ematomi. Il primo sospetto dei medici si
“Non le hanno detto che la bisnonna era morta: per i servizi sociali questo basterebbe a togliere una bimba alla sua famiglia”
Audio shock e denuncia contro comunità e assistenti sociali: genitori e nonni accusano relazioni distorte e pressioni psicologiche LA SPEZIA (6 Maggio 2026). Una bambina di appena tre anni, collocata sin dalla nascita in comunità su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Genova, rischia oggi di essere trasferita presso un’altra famiglia sulla base di relazioni che i genitori e i nonni definiscono gravemente distorte, parziali e non aderenti alla realtà. La minore vive attualmente all’interno della comunità insieme alla madre, ma anche questa permanenza sarebbe oggi in discussione. Secondo quanto riferito dalla famiglia, infatti, la struttura avrebbe chiesto le dimissioni della madre dopo che quest’ultima avrebbe iniziato a contestare apertamente il comportamento degli operatori, le modalità con cui venivano gestiti i rapporti con la figlia e le ricostruzioni contenute nelle relazioni inviate al Tribunale. Una presa di posizione che, secondo i
Via dalla comunità, si torna a casa”: il Tribunale ribalta il caso e restituisce il minore alla famiglia. “Le misure non possono diventare una prigione”
Venezia, 20 aprile 2026 – Un bambino che chiedeva di restare a casa. Una famiglia consi-derata fragile che oggi viene ritenuta idonea. E una comunità che, da soluzione tempora-nea, rischiava di trasformarsi in permanenza indefinita. È su questo equilibrio che interviene il Tribunale per i Minorenni di Venezia, che con un decreto netto ha disposto la revoca del collocamento in comunità e il rientro del minore nel proprio contesto familiare, riconoscendo che la misura, alla luce dei fatti aggiornati, non è più giustificata. Il provvedimento segna un cambio di passo preciso: il giudice prende atto che il quadro è evoluto. Il bambino è sereno, mantiene un legame stabile e significativo con entrambi i genitori e manifesta chiaramente la volontà di vivere in famiglia. Parallelamente, i geni-tori hanno dimostrato, nei fatti, un percorso concreto di recupero, fatto di collaborazione, responsabilità e progressiva