Migrazione : il modello assimilazionista francesse
di Sara Spoletini Il modello con cui la Francia ha inteso risolvere il problema dell’immigrazione e della multiculturalità viene definito “assimiliazionista” e trova le sue origini durante la Rivoluzione francese del 1789, quando la nazione transalpina abbandona la società basata su ordini e privilegi, affermando il principio che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. L’identità nazionale viene concepita come legata alla cittadinanza e alla partecipazione alla Repubblica indipendentemente da etnia, religione o cultura di origine. La Francia ha una lunga storia di immigrazione perché è scarsamente popolato in rapporto alle sue dimensioni e coinvolto a più riprese in guerre rovinose e da almeno due secoli ha un problema demografico e di alimentazione del mercato del lavoro. Questo fattore, unito allo sviluppo industriale e alla storia coloniale, ha contribuito a fare della Francia uno dei principali poli di attrazione dell’immigrazione in
Capodanno a Crans Montana
Di Sara Spoletini C’erano una volta dei giovani che aspettavano Capodanno, aspettavano l’arrivo del 2026 in un modo elegante, in un ristorante svizzero, conosciuto, alla moda; c’erano dei giovani pieni di sogni, speranze, nessuno avrebbe mai detto che non avrebbero avuto futuro e che quel 2026 non l’avrebbero mai vissuto, che sarebbero passati alla storia come vittime della una strage di Crans-Montana (Svizzera) Il bilancio è pesante: 40 morti, 121 feriti, ancora si cercano dei dispersi. Le domande che sorgono sono tante anche se nessuno può tornare indietro e modificare il corso triste degli eventi. La Svizzera è percepita a livello globale come un paese estremamente affidabile, grazie alla sua stabilità politica ed economica, all'alta qualità della vita, alla sicurezza, alla neutralità storica e alla forte valuta (il franco svizzero), fattori che la rendono leader in classifiche internazionali di "miglior paese" per qualità della