Dalle aule alla politica
(Abano Terme 5 agosto) L'intervista della settimana con l'Avv. Francesco Miraglia L'esperienza maturata nelle aule di giustizia diventa proposta politica. Ogni settimana un confronto sui temi che riguardano famiglie, minori, giustizia e diritti. Non basta denunciare ciò che non funziona. È arrivato il momento di cambiare le regole» L'Avv. Francesco Miraglia, Vice Presidente Nazionale di Adesso Italia, presenta la proposta di legge per la riforma dei servizi sociali. D. Avvocato Miraglia, negli ultimi mesi il suo nome è stato associato ad alcune delle più importanti vicende nazionali in materia di giustizia minorile, tra cui il caso di Torino. Oggi, però, lei compie un passo ulteriore: dalla denuncia alla proposta politica. Perché? R. Prima di tutto desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Segretario Nazionale di Adesso Italia, Maurizio Esposito, che ha creduto fin dal primo momento in questo progetto politico, comprendendone la portata e sostenendolo con
Dal processo Aemilia al libro “Colpevole di essere calabrese”: quando il contesto prende il posto delle prove
( Roma 15 gennaio 2026) Nel libro Colpevole di essere calabrese, Francesco Miraglia parte dal maxi processo Aemilia per denunciare una deriva silenziosa della giustizia italiana: il rischio che ori-gine, contesto e appartenenza diventino criteri di giudizio al posto dei fatti e delle pro-ve. Un’intervista che interroga il metodo, non le sentenze. L’intervista Perché ha sentito il bisogno di scrivere Colpevole di essere calabrese? Perché a un certo punto ho capito che in tribunale non bastava più difendere le perso-ne. bisognava difendere il metodo. Nel processo Aemilia ho visto qualcosa che mi ha profondamente inquietato: l’origine geografica, il cognome, il contesto familiare smettevano di essere elementi neutrali e iniziavano a pesare come fattori interpretativi. Quando succede questo, la giustizia rischia di non giudicare più i fatti, ma le identità. Sta sostenendo che in Italia si venga condannati perché si è calabresi? No, e sarebbe una
Roma, 21 giugno 2025 — IV Congresso ASI “Guerra e/o Pace: Le Società in Transizione” Relatore: Francesco Miraglia
Intervista a Francesco Miraglia — Relatore al IV Congresso ASI A cura di Martina Esposito Titolo: “Difendere i bambini è l’unico modo per salvarci tutti” In occasione del IV Congresso nazionale dell’Associazione Sociologi Italiani — quest’anno dedicato al tema “Guerra e/o Pace: Le Società in Transizione” — Francesco Miraglia, professionista da anni in prima linea nella difesa dei diritti dei minori, ha portato sul palco la voce di chi spesso resta invisibile: l’infanzia vittima delle guerre e dei conflitti sommersi. Subito dopo il suo intervento, Martina Esposito lo ha intervistato per raccogliere e approfondire la forza del suo messaggio. Martina Esposito: Francesco Miraglia, la sua relazione ha scosso la platea. Cosa significa parlare di infanzia in un congresso di sociologia su guerra e pace? Francesco Miraglia: Significa non dimenticare chi non firma trattati, chi non siede nei palazzi del potere, ma paga tutto sulla propria
«Le parole sono giustizia»
Intervista a Francesco Miraglia, ospite al Salone del Libro di Torino A cura di Alessio Romano Torino – Una testimonianza intensa, civile, umana. Sabato 17 maggio, presso lo Spazio Calabria del Salone Internazionale del Libro di Torino, Francesco Miraglia, autore e operatore nel campo della tutela dei diritti, ha presentato due libri che affrontano frontiere sensibili del nostro tempo: “Ci sono anch’io” e “Ma il problema sono io?”, entrambi pubblicati da Armando Editore e scritti in collaborazione con Daniela Vita. Un fumetto per raccontare i diritti delle persone con disabilità. Un saggio che dà voce alle vittime di violenza domestica e a chi subisce l’ingiustizia dopo la denuncia. Un doppio lavoro che unisce racconto e denuncia, esperienza professionale e urgenza civile. Francesco, com’è stato tornare al Salone del Libro da autore, con due opere così impegnative? «È stato un momento di grande impatto umano e
La libertà è la voce che non si piega
(Roma 9 maggio 2025) Intervista a Francesco Miraglia Di Ilda Giovanbattista Ilda Giovanbattista: Francesco, oggi ricevi un riconoscimento importante. Cosa rappresenta per te il Premio "Le Voci della Libertà"? Francesco Miraglia: È un segnale che le parole libere ancora contano. Questo premio non è un traguardo, ma un invito a continuare. Non ho mai avuto l’ambizione di piacere a tutti, ma la volontà di essere autentico, anche quando è scomodo. Avere voce, oggi, significa soprattutto avere il coraggio di usarla. E se questa voce arriva a toccare qualcuno, allora ha senso. I.G.: La premiazione si tiene il 9 maggio, Giornata dell’Europa. Un caso o un messaggio? F.M.: È una coincidenza carica di significato. L’Europa è nata da un’idea di pace, di unione, di dignità. Ma quei valori, oggi, vanno riaffermati con forza. La libertà, quella vera, non è mai garantita. Vediamo ogni giorno nuove forme
Intervista a Marzia Pantanella, Pedagogista Clinico, Criminologo e Mediatrice di Conflitti
Partirei subito con una domanda un po’ banale, ma utile per inquadrare il suo lavoro: le chiedo qualche parola sul suo percorso e sulle ragioni che l’hanno spinta a intraprendere questa strada. Io sono una pedagogista forense, ma anche una pedagogista clinica, esperta di pedagogia giuridica. Allo stesso tempo sono criminologa e mi occupo di tutto quello che riguarda la prevenzione, il trattamento e lo studio del crimine. Sono, inoltre, mediatrice di conflitti, nello specifico in ambito familiare, penale e scolastico; quindi, mi occupo anche di giustizia riparativa a livello sia minorile che adulto. Grazie alle mie competenze, fornisco consulenze tecniche per il Tribunale di Bologna.
Quanti modi esistono per fare del male?
Difendere una vittima è cento, mille volte più arduo che difendere un accusato. Parliamo di violenza? Proviamoci, con l’umiltà di chi, conoscendo il fenomeno, sa che quel che emerge è la punta dell’iceberg e che sotto, sotto alla linea della metropolitana, del supermercato, della porta che si chiude e dietro può succedere qualsiasi cosa, tu, io, noi tutti incrociamo nel nostro cammino tante storie dolorose, acide, insopportabili senza neppure rendercene conto.