Barletta, minore autistica in comunità: aperto procedimento disciplinare
Miraglia: «La tutela dei minori non può essere una zona franca. Ora piena trasparenza»
Barletta, 10 ottobre 2026 – Il Consiglio Territoriale di Disciplina dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia ha disposto l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di un’assistente sociale operante nell’ambito dei Servizi sociali del Comune di Barletta, nell’ambito di una delicata vicenda riguardante una minore con disturbo dello spettro autistico.
La decisione è stata assunta dal Collegio Territoriale di Disciplina n. 2, sezione A, con deliberazione n. 10 del 5 ottobre 2026, a seguito dell’esposto presentato dal padre della minore. L’apertura del procedimento è stata successivamente comunicata al segnalante e protocollata il 9 ottobre 2026. 2785
Al centro della vicenda vi è “Sofia” – nome di fantasia utilizzato a tutela della minore –, una ragazza con disturbo dello spettro autistico attualmente collocata in comunità. Nell’esposto vengono formulate articolate contestazioni in ordine alla gestione del percorso della ragazza, alle modalità della presa in carico, all’adeguatezza degli interventi rispetto alle sue specifiche esigenze e al coinvolgimento della famiglia.
Si tratta di questioni che saranno ora sottoposte alla valutazione degli organi disciplinari competenti, nel pieno rispetto del contraddittorio e delle garanzie dell’interessata. L’apertura del procedimento non costituisce un accertamento di responsabilità, ma rappresenta un passaggio formale significativo che consentirà di approfondire le circostanze oggetto della segnalazione.
«L’apertura del procedimento disciplinare rappresenta un passaggio importante, ma non è un punto di arrivo. Adesso occorre fare piena luce su quanto accaduto», dichiara l’avvocato Francesco Miraglia. «Quando le istituzioni intervengono nella vita di un minore e assumono decisioni capaci di incidere profondamente sulla sua esistenza e sui suoi rapporti familiari, ogni scelta deve essere motivata, documentata e verificabile.»
«Qui parliamo di una ragazza con autismo e, dunque, di una situazione di particolare fragilità che impone livelli ancora più elevati di competenza, attenzione e individualizzazione degli interventi. Il superiore interesse del minore non può ridursi a una formula di stile richiamata negli atti: deve trovare riscontro concreto nelle decisioni assunte, negli interventi effettivamente realizzati e nella tutela quotidiana dei suoi bisogni e dei suoi diritti.»
Miraglia prosegue: «Nessuno intende anticipare l’esito del procedimento disciplinare né attribuire responsabilità prima degli accertamenti. Ma un principio deve essere affermato con chiarezza: la tutela dei minori non può trasformarsi in una zona franca sottratta alla verifica e al controllo. Più incisivo è il potere esercitato sulla vita di un bambino, maggiore deve essere la responsabilità di chi è chiamato ad esercitarlo.»
«Le famiglie hanno diritto a ricevere risposte, a conoscere le ragioni delle decisioni che riguardano i propri figli e a comprendere gli obiettivi concreti degli interventi adottati. Trasparenza e controllo non rappresentano un attacco ai servizi sociali. Al contrario, costituiscono una garanzia anche per i tanti professionisti che ogni giorno svolgono una funzione estremamente delicata con competenza, equilibrio e responsabilità.»
L’avvocato Miraglia conclude: «Adesso il procedimento farà il suo corso e ne rispetteremo pienamente l’autonomia. Continueremo, però, a chiedere trasparenza, risposte e verifiche puntuali. Dietro un fascicolo, una relazione o un provvedimento non ci sono semplicemente pratiche amministrative: ci sono persone, famiglie e soprattutto bambini. In questa vicenda al centro deve tornare Sofia, con i suoi bisogni, i suoi diritti e la sua dignità.»