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Il giudice dispone per loro la comunità: a prelevarle con la forza arrivano i carabinieri, che le minacciano con arroganza come fossero criminali Torino  (24 febbraio 2021). Nemmeno fossero delle criminali: in venti, tra assistenti sociali e carabinieri, qualche giorno fa hanno tentato di prelevare con la forza due ragazzine di 14 e 11 anni di Ivrea e portarle in una comunità, togliendole alla madre con cui vogliono stare, e al padre, cui sono affidate ma dal quale sono fuggite perché maltrattate. Le ragazze, al momento del blitz, si trovavano in auto con i nonni e si sono dovute asserragliare dentro la vettura per un’ora prima che le forze dell’ordine e le assistenti sociali demordessero dal loro intento. Ma è stata una tregua temporanea: i carabinieri hanno successivamente fatto irruzione nell’abitazione della mamma per ben due giorni di seguito, piazzandosi dentro

Buongiorno, prima di iniziare il tema che ci occupa, ringrazio prima di tutto il Presidente e i vari componenti della commissione che mi hanno dato l’opportunità di intervenire oggi. Purtroppo, in generale tanti, troppi sono i temi che riguardano i minori e nello specifico l’operato dei servizi sociali, gli allentamenti, gli affidamenti sine die, la gestione delle strutture dirette all’accoglienza dei stessi minori e per ultimo, non per importanza il problema della giustizia minorile. Uno dei temi che merita sicuramente un’attenta e profonda riflessione è l’applicazione dell’art. 403 cc  da parte dei servizi sociali. L’articolo 403 cc. Dispone  che 2quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato  o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere all'educazione di lui, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell'infanzia, lo colloca

Bimba sottratta ai genitori, nessuno sa dove sia Ad occuparsi del suo caso è stata l’assistente sociale che ha ammesso: “Falsificavo le relazioni” REGGIO EMILIA (30 Luglio 2019). Emerge un nuovo caso nell’orrore del sistema in atto da anni al Servizio sociale Val d’Enza del Comune di Bibbiano, scoperchiato dall’inchiesta giudiziaria “Angeli e demoni”. Una famiglia sta vivendo un incubo: dopo anni di relazioni positive, improvvisamente queste cambiano, diventano pesantissime, accusano il padre di abusi. La bimba sparisce chissà dove. «Ad occuparsi del suo caso è stata, guarda caso, l’assistente sociale indagata nell’inchiesta “Angeli e demoni”» rivela l’avvocato Francesco Miraglia, «la stessa che davanti al giudice per le indagini preliminari ha ammesso che avrebbe falsificato le relazioni, sottoposta a forte pressione da parte dei suoi superiori. Perché non dovrebbe essere così anche per la famiglia che assisto, vista l’incomprensibile assurdità della