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Trento: DDL per il superamento delle strutture residenziali

 

Questo DDL si allinea a quanto richiesto dalla legge e dalle convenzioni internazionali ma soprattutto cerca di portare la tutela minorile dall’inverno alla primavera

Nella favola della Primavera e l’Inverno, Esopo ci spiega che per ottenere rispetto e amore non serve utilizzare la forza e incutere paura invece i migliori risultati si ottengono con la bontà a la sensibilità.

Il disegno di legge “Disposizioni in materia di affidamento di minori: modificazioni dell’articolo 34 della legge provinciale sulle politiche sociali” presentato ieri mercoledì 7 maggio 2014 al Palazzo della Regione di Trento dall’onorevole Giacomo Bezzi, assieme al consigliere comunale Gabriella Maffioletti, sembra proprio un tentativo di uscire dall’inverno e andare verso la primavera.

Il caso del bambino strappato alla famiglia perché la madre era troppo amorevole e che ora dopo quattro anni è tornato a casa senza aspettare l’approvazione del giudice è la chiara dimostrazione che la Primavera ha ragione quando dice all’Inverno: “Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati. È una sensazione bellissima che non potrai mai provare perché con il freddo che porti al tuo arrivo anche i cuori più caldi si raggelano.” Alla fine l’amore vince sempre. Questo disegno di legge volto al vero ascolto dei minori e delle loro esigenze più profonde è stato definito rivoluzionario, ma in realtà si allinea alle convenzioni internazionali sui diritti del fanciullo. Se approvato, si passerà da una cultura della tutela intesa come forza e coercizione a una cultura dell’accoglienza intesa come sensibilità e comprensione.

Il disegno di legge ha tre capisaldi: superamento entro il 31 dicembre 2017 dei servizi a carattere semiresidenziale e residenziale per minori con l’attivazione di vere e proprie comunità di tipo familiare; attivazione obbligatoria di un progetto formale di recupero o rafforzamento per la famiglia di origine, che impedisca ai minori allontanati dalle famiglie o da uno dei due genitori di passare dalla condizione di ‘allontanati’ a quella di ‘abbandonati’; affidamento familiare dei minori, con priorità rispetto agli affidamenti in struttura favorendo in particolare l’affidamento ai parenti.

Questo disegno di legge non dovrebbe trovare alcuna opposizione: le disposizioni dovrebbero essere condivise da tutti quelli che vogliono il bene dei minori dato che sono anche supportate, sulla carta, dalle leggi nazionali e internazionali. Solo gli interessi privati delle strutture residenziali e di certi psicologi, psichiatri, avvocati, assistenti sociali e operatori che lavorano nel sociale potrebbero impedire questa riforma. Vediamo che cosa si inventeranno le lobby che speculano sulla pelle dei bambini per affossare la riforma. Purtroppo temiamo che saranno molto creativi e si inventeranno delle scuse molto “convincenti” per far fallire il tentativo di riforma.

Ma anche se in quest’inverno ha nevicato molto, la neve si sta sciogliendo e non potranno fermare il sole della verità.

Esopo

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