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 •  • Settembre

Presente all’appuntamento con l’Evento INPEF che si terrà a settembre “Il valore della Giustizia in Italia: tra prove oggettive e prove opinabili. L’Etica e le Perizie: il sistema italiano”, il Dr. Francesco Miraglia, Giurista e Giornalista, Esperto in Diritto di Famiglia e Minorile, stimato Docente INPEF, con una relazione dal titolo “Il ruolo delle Relazioni degli Operatori Sociali e la Funzione del Magistrato”. – Dr. Miraglia, parliamo di un tema piuttosto delicato, quello delle Relazioni e delle valutazioni che vengono portate all’attenzione di un Giudice in un’aula di Tribunale, concernenti perizie che poi possono determinare sentenze di allontanamento familiare. Quali sono le principali zone d’ombra di questo settore? “Mi occupo di diritto di famiglia e dei minori da ormai più di venti anni; nel tempo ho incontrato centinaia e centinaia di genitori e la domanda più comune, spesso rivolta con paura e timore, è

Intanto in comunità viene isolata e additata come “infame” per aver causato l’allontanamento del violentatore (ROMA, 15 Settembre 2021). «Temiamo per la sua sicurezza: il giudice la tiri fuori da lì»: l’avvocato Miraglia, facendosi portavoce della madre della dodicenne violentata in una comunità romana, non usa mezzi termini e invita il Tribunale per i minorenni di Roma ad intervenire tempestivamente. Il giudice, invece, pare non nutrire la medesima preoccupazione: ha infatti convocato l’udienza per fare chiarezza sulla vicenda tra ben due mesi, il prossimo 10 novembre. Nel frattempo la dodicenne, che ha avuto ripetuti rapporti con un quindicenne, ospite anch’egli della medesima comunità, si trova in un concreto stato di pericolo: mentre il giovane è stato allontanato, lei è rimasta nella struttura, dove è additata come “infame” e “spia”, e viene isolata dalle altre compagne. «E’ in pericolo» prosegue l’avvocato Miraglia, «sia perché in comunità a quanto

Il tribunale si disinteressa di lui (VELLETRI, 10 Settembre 2021). C’è un bambino che rifiuta di vedere la mamma, separata dal padre: lei non gli ha fatto nulla eppure la rifiuta con astio. Ha soltanto 11 anni, ma non vuole stare con lei, la maltratta, se si vedono scappa dopo pochi minuti, al telefono le urla di sparire. È chiaro che il bambino, che vive con il padre per ordine del tribunale, non è arrivato da solo a scatenare questa forma di rifiuto verso di lei, ma è con tutta probabilità strumentalizzato dal genitore contro la mamma. Eppure, nonostante i comportamenti conclamati, che evidentemente dimostrano un disagio profondo di cui soffre questo bambino, il tribunale di Velletri, dove il ragazzino vive, non prende alcun provvedimento, non esamina il caso, non approfondisce le cause del suo malessere, non interviene in suo aiuto.

Per la tutrice nessun problema: era consenziente  ROMA (7 Settembre 2021). A volte non c’è davvero limite al peggio e a quello che certe persone sono costrette a subire dalle istituzioni chiamate invece ad aiutarle. La tutrice nominata dal tribunale per occuparsi di due bambini affidati a una comunità, alla notizia di un episodio di violenza sessuale subita da una dei minori, una ragazzina di appena 12 anni, ha risposto che non c’erano problemi di sorta, che non era necessario intervenire, poiché il rapporto sessuale con un quattordicenne ospite della medesima struttura era stato consensuale. «Ma che consenso consapevole può dare una bambina di appena 12 anni?» dichiara l’avvocato Miraglia, che segue da un anno la vicenda tormentata e assurda vissuta di questi due ragazzini e dalla loro madre, vittime delle angherie dell’avocato loro tutrice, la quale proprio non si occupa né