Bambino strappato alla madre troppo amorevole torna a casa
BIMBO STRAPPATO ALLA MADRE TROPPO AMOREVOLE, LASCIA LA COMUNITÀ E TORNA SPONTANEAMENTE A CASA La Corte di Appello di Trento gli dà ragione TRENTO. Quattro anni fa, quando aveva 9 anni, il Tribunale dei Minori di Trento lo aveva sottratto alla madre, affidandolo a una comunità. Un allontanamento drammatico, avvenuto mentre il bambino si trovava scuola, dove le assistenti sociali giunsero insieme ai vigili durante la ricreazione, per portarlo via. La madre, accorsa con la nonna appena saputo del provvedimento, aveva cercato in ogni modo di impedire che le venisse tolto il figlio. Le si imputava un eccessivo amore verso il bambino, un attaccamento ossessivo tale da non lasciarlo crescere nella sua individualità e, temendo i pericoli, di volerlo tenere lontano da tutto e da tutti, specialmente dal padre, da cui vivevano separati. Per quattro anni il ragazzino aveva pertanto vissuto all’interno della
Le facili soluzioni che danneggiano i bambini
Peppe Dell’Acqua, direttore della collana 180 di Alphabeta e storico collaboratore di Franco Basaglia, interviene sul caso del tredicenne bolzanino allontanato dai genitori ed ospitato in una struttura terapeutica di Forlì. Peppe Dell’Acqua, psichiatra, ex direttore del dipartimento di Salute mentale di Trieste, recente vincitore del Premio Nonino, è stato uno storico collaboratore di Franco Basaglia, l’uomo che ha elaborato la legge che ha chiuso i manicomi italiani. Pur in pensione, Dell’Acqua non ha smesso di interessarsi delle questioni legate al disagio mentale. Per questo dirige la collana 180 delle edizioni Alphabeta e per questo è attivamente impegnato nella campagna Stop Opg. Gli abbiamo chiesto come sia possibile che si verifichino casi come quelli che riguardano il tredicenne ospitato da mesi in una struttura protetta di Forlì di cui Salto si è occupato in numerose occasioni. ● Dell'Acqua, come si può pensare
«Quel ragazzo era pieno di lividi»
Testimonianza choc al processo sui maltrattamenti nella comunità CHIETI Testimonianza choc ieri nel processo per maltrattamenti nei confronti degli ospiti della comunità terapeutica per minori «Lilium», in corso di svolgimento al tribunale di Chieti. Un'insegnante di sostegno ha raccontato di aver visto spesso uno dei ragazzi della «Lilium» imbottito di farmaci, incapace di restare sveglio in aula e pieno di lividi. In un caso, in particolare, è stato necessario il ricovero in ospedale. Il ragazzo aveva infatti la mascella fracassata e i connotati del volto irriconoscibili. Faceva anche fatica a parlare, ma, pur a stento, era riuscito a dire che lui aveva sferrato un pugno a un altro ragazzo e quattro educatori per questo motivo lo avevano violentemente picchiato. Il centro, gestito dalla cooperativa «Lilium» e prima ancora dalla cooperativa «Cearpes», è finito già varie volte al centro delle cronache. Il
Minori maltrattati: denunciamo da anni la mancanza di controlli
Savona - Gli abusi su minori con disagi psichici maltrattati nella comunità di Savona non sono un caso isolato. Denunciamo da anni la mancanza di controlli. Nel cassetto della Boldrinici ci sono ben due DDL non calendarizzati. E queste strutture ci costano in media 150.000 euro all’anno per bambino. Savona. Le immagini raccapriccianti dei minori maltrattati nella struttura di degenza Vada Sabatia di Vado Ligure ci hanno lasciati sconvolti e addolorati, ma è ora di rendersi conto che non si tratta di un caso isolato. Solo pochi giorni fa un insegnante di sostegno in un processo per maltrattamenti ha raccontato di aver visto spesso uno dei ragazzi di una comunità terapeutica per minori in provincia di Chieti, imbottito di farmaci, incapace di restare sveglio in aula e pieno di lividi. Lo scandalo di Vado Ligure non sarà l’ultimo, se non si mette
Fecondazione eterologa, decade il divieto
Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha deciso laConsulta in merito alla parte della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita in cui si impedisce di ricorrere alla donazione di gameti (ovociti o spermatozoi) esterni alla coppia nei casi di infertilità assoluta. Cade, dunque, l'ultimo 'paletto' imposto dalla discussa normativa italiana. "Sulla questione è necessaria una condivisione più ampia, di tipo parlamentare", ha affermato all'Adnkronos Salute il ministro della Salute Beatrice Lorenzin annunciando che "alla luce delle motivazioni della Consulta al più presto comunicheremo la road map per l'attuazione della sentenza". Per il ministro, "l'introduzione della fecondazione eterologa nel nostro ordinamento è un evento complesso che difficilmente potrà essere attuato solo mediante decreti". Inoltre, "ci sono alcuni aspetti estremamente delicati - sottolinea Lorenzin - che non coinvolgono solamente la procedura medica, ma anche problematiche più ampie, come ad esempio l'anonimato o meno di chi cede i propri gameti alla coppia