Image Alt
 •  • Luglio

Bologna 27 Luglio, finalmente l’incomprensibile decisione assunta dai servizi sociali bolognesi, nei confronti di una madre (stimatissimo avvocato di professione), e della sua bambina di pochi mesi, gravemente malata, costrette a vivere, dentro una comunità, senza l’imprescindibile apporto dell’ambiente familiare, e dei propri affetti, nonché di una dimora più che adeguata, è stata stravolta dal Tribunale dei Minori di Bologna, grazie all’istanza urgente presentata dall’Avvocato Miraglia, difensore nominato dalla mamma della bimba. “Ci riteniamo molto soddisfatti, - dichiara l’Avvocato Miraglia - per il risultato ottenuto oggi, e per la rinnovata possibilità restituita a questa mamma, ed alla sua piccina, di vivere in un ambiente familiare materno, contornato dagli affetti più cari, e da un clima armonioso e sereno, che rappresentano un sostanziale e reale sollievo, nonché aiuto concreto, per questo nucleo familiare. Il calvario di questa mamma e delle sua piccolina, cominciò

Cibo ammuffito, nessuna privacy e minacce continue dagli operatori (LECCO, 13 Luglio 2021). Una comunità madre-bambino fatiscente e inadeguata ad ospitare donne in difficoltà con i loro bambini piccolini. Si trova in provincia di Lecco ed è l’ennesimo caso segnalato all’avvocato Miraglia. «Ormai pare che strutture simili siano la regola, non l’eccezione» dichiara l’avvocato Miraglia «vista la frequenza con la quale mi vengono segnalate Ma possibile che nessuno controlli dove vengono mandate le donne con i loro bambini? Di questo ennesimo caso interesseremo immediatamente i carabinieri dei Nas per un controllo accurato e per i provvedimenti del caso». La donna, che si è affidata all’avvocato Miraglia, è ospite di una comunità alloggio con il suo bambino di pochi mesi, per effetto di un provvedimento emanato dal Tribunale per i minorenni di Milano.

Lecco 07 Luglio 2021, c’è una casa famiglia nel Lecchese, che farebbe inorridire, ogni essere umano, eppure vi sono recluse mamme, con i loro figlioletti, costrette a vivere in condizioni disumane, sottoposte a sopprusi e vessazioni continue, volte a distorcere la realtà. I fautori di queste situazioni incresciose, sono i servizi sociali del territorio Lecchese, che innescano meccanismi alquanto discutibili, omettendo le reali esigenze, delle povere malcapitate, e delle famiglie, che vi si rivolgono. Questa è la storia di una giovane famiglia, unita da un amore profondo, che nemmeno certe patologie psichiatriche, ha potuto disunire, ma che è stata disgregata, per opera dei servizi sociali di zona, che hanno messo in atto degli iter dissociativi, senza occuparsi delle reali necessità, di cui una famiglia ha sicuramente bisogno.