Torino: lettera a Papa Francesco
Avvocato Miraglia: «Santo Padre, liberi il bimbo sequestrato dalla comunità terapeutica gestita dalla Diocesi di Tortona» ALESSANDRIA (20 Dicembre 2021). Papa Francesco si è commosso alla vista del campo profughi di Kara Tepe nell’isola di Lesbo, durante la sua recente visita in Grecia, dove bambini, donne e uomini vivono reclusi, ingabbiati dentro recinti di filo spinato, senza dignità, reduci da una realtà che potrebbe definirsi senza mezzi termini alquanto disumana. Ma una realtà terribile è presente anche nella più vicina Italia, per giunta in una struttura gestita dalla Diocesi di Tortona. Una comunità terapeutica, pure intitolata a un papa, che tiene segregato un ragazzino iperattivo di nove anni, imbottendolo di farmaci, rinchiudendolo senza possibilità di vedere la madre e senza nemmeno fargli frequentare la scuola. Alla vista del costernato dolore del papa, l’avvocato Miraglia ha preso carta e penna e ha
Verona, bimbi in comunità con le scarpe rotte
Alle rimostranze del padre per ripicca gli bloccano gli incontri coi figli VERONA (18 Dicembre 2021). i Servizi sociali di Verona hanno dato vita a una nuova moda: se un padre si lamenta del trattamento dei figli, alloggiati in comunità, gli sospendono gli incontro coi bambini e quando lo convocano per un chiarimento fanno trovare i vigili urbani schierati ad “accoglierlo”. Ci sarebbe da sorridere se non si trattasse di un fatto gravissimo quello accaduto a una famiglia veronese, che da anni subisce una ripicca dietro l’altra: viene loro vietato di incontrare i bambini, per un motivo assurdo: il padre si sarebbe lamentato del fatto che, nonostante compri continuamente abiti ai bimbi, uno di loro si è presentato all’ultimo incontro con le scarpe rotte. La stessa famiglia l’anno scorso si era vista allontanare i bimbi solo per aver denunciato la presenza
Il business degli amministratori di sostegno non si arresta
Dopo sette anni in comunità una giovane continua ad autolesionarsi, ma non le consentono di tornare a casa. Perugia-Roma (16 Dicembre 2021). Un nuovo business vede coinvolti gli amministratori di sostegno, nominati per difendere i diritti di persone fragili e incapaci di intendere e volere: ma emergono sempre nuovi casi nei quali queste persone vengono confinate all’interno di strutture e comunità, senza che qualcuno si occupi realmente di loro. «Un caso era emerso l’anno scorso in provincia di Lecco, grazie a un programma televisivo, mentre più recentemente si è rivolto al mio studio il figlio di un’anziana di Ancona – racconta l’avvocato Miraglia. – E ora il padre di una giovane donna di Roma si è ritrovato a vivere il medesimo incubo: dopo sette anni trascorsi in una struttura di Perugia, la figlia sta sempre male, senza contare che per tutti gli
Salerno: usa il suo corpo come scudo per salvare il figlio dalla furia omicida del padre, e le tolgono il bambino
Salerno 13 dicembre 2021. I fatti risalgono al 20 Giugno 2020, quando un padre 34enne tenta di uccidere il proprio figlio di appena 7 anni, prima strangolandolo e dopo colpendolo al collo con dei forbicioni tagliaerba. Provvidenziale l’intervento di mamma Arianna (nome di fantasia), che accorgendosi dell’accaduto, usa il suo corpo per fare da scudo fra Luca (nome di fantasia del bambino) ed il padre omicida, salvandogli la vita, e scongiurando così la tragedia. Mamma e figlio vengono immediatamente ricoverati. Oltre allo stato di forte shock, vengono sottoposti a cure mediche per le ferite riportate. Dai controlli medici, avvenuti subito dopo l’aggressione, Luca oltre a riportare profonde ferite al collo, presenta dei lividi, che fanno presagire il tentativo di strangolamento adoperato dal padre. Ciò nonostante, anche se le ferite al collo del bambino risultavano essere in una zona del corpo altamente pericolosa, il
Dopo anni in affidamento ragazzina presenta gravi turbe psichiche
I genitori querelano i Servizi sociali per maltrattamenti e circonvenzione d’incapace MILANO (10 Dicembre 2021). Accusa il padre di ogni nefandezza possibile, scappa dalla comunità e dice di voler andare a stare con un rapper americano che asserisce di conoscere: una ragazzina di 12 e 9 mesi anni ospite di una comunità milanese è chiaramente in stato di profonda crisi e disagio. Prima di entrare in comunità un paio di anni fa era una ragazzina normalissima, che adorava i genitori, specialmente il padre. Che adesso non vuol nemmeno vedere. Cosa è successo in quella comunità da farla cambiare così tanto? «È stata sporta una denuncia per circonvenzione d’incapace – racconta l’avvocato Miraglia, legale dei genitori – e ne sarà presentata una anche per maltrattamenti: se la ragazzina da tre anni e 6 mesi si trova in comunità e da un anno
La triste storia di un bambino di 8 anni ostaggio delle istituzioni, risponde l’avv. Miraglia
Da più di un anno il bambino è rinchiuso in una casa-famiglia, non frequenta la scuola e non vede la madre. Su Aostaoggi.it torniamo a parlare del mondo dei tribunali dei minori, di giudici, di assistenti sociali e dei loro assistiti. Un mondo fatto di storie al limite dei racconti dell'orrore. Ancora una volta i loro malcapitati protagonisti bussano alla porta della nostra redazione. Noi li ascoltiamo, verifichiamo e poi pubblichiamo vicende che dipingono un sistema a volte malato, che decide del destino di intere famiglie e del futuro di tanti bambini con un semplice "copia-incolla".
Roma: lettera aperta al Garante per l’infanzia a tutela di una bambina abusata in una comunità
“Non si è trattato di violenza, la bambina è stata consenziente e le è anche piaciuto!” Questa sarebbe la scandalosa dichiarazione che ci è stato riferito sarebbe stata pronunciata dalla Tutrice di una bambina di soli 12 anni davanti ad un Giudice di un Tribunale della Repubblica Italiana. La Tutrice era stata nominata dal Tribunale per una bambina collocata in una comunità per minori di Roma. Recentemente la bambina aveva subito violenza da un ragazzino ospitato nella comunità che aveva approfittato di lei.
Torino: bimbo iperattivo “sequestrato” dalla comunità terapeutica
Non va nemmeno a scuola. Avvocato Miraglia: «Non è degno di un sistema democratico e civile quello che sta accadendo a questo bimbo» TORINO (30 Novembre 2021). Un bambino di nove anni che abita nel Torinese vive “sequestrato” dalla comunità terapeutica nella quale è stato confinato due anni fa per una sorta di “ripicca” nei confronti della madre, che si era lamentata con la scuola che all’epoca il bimbo frequentava, incapace di gestire la sua iperattività. Invece di fornire un supporto alla famiglia, il Tribunale Per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta ha confinato il bimbo dentro la comunità terapeutica, da cui non esce nemmeno per andare a scuola. Non vede nessuno, nemmeno la mamma. E viene regolarmente sedato con i farmaci. «È un manicomio per bambini mascherato???» commenta l’avvocato Miraglia, al quale la madre del bimbo si è
Reggio Calabria «Ma quale sottrazione di minore: è la madre ad essersi resa irreperibile»
Riceviamo e pubblichiamo Dura replica del padre della bimba di tre anni, che la madre ha denunciato. 26 Novembre 2021. Alcuni giorni fa, su un quotidiano online, veniva pubblicato un articolo intitolato: “Il Giudice affida la figlia alla madre. Il padre la sottrae e si rende irreperibile." Ebbene, quanto pubblicato non corrisponde minimamente alla realtà. «Mia figlia non è un pacco, che la madre può prendere o lasciare quando vuole. Si è resa irreperibile per ben due volte: cosa avrei dovuto fare? Lasciare la bambina sola in mezzo a una strada?». Il padre della piccola di tre anni e mezzo, che la Corte d’Appello di Catanzaro ha stabilito debba stare con la madre, rispedisce al mittente l’accusa della sua ex compagna, che lo ha denunciato per sottrazione di minore. «Ma quale sottrazione di minore: è la madre ad essersi resa irreperibile» dichiara l’avvocato
Airuno, dopo l’inchiesta giornalistica de “Le Iene” il giudice che si è espresso sul caso del Prof. Carlo Gilardi chiede tutela
Airuno 18 Novembre, pochi giorni fa esattamente l’11 Novembre a Roma si è riunito il Plenum (Consiglio Superiore della Magistratura), per discutere in merito alla richiesta di tutela pervenuta dal giudice Marta Paganini, che lamenta, il turbamento circa la credibilità dell’autorità giudiziaria, attribuendo lo scatenarsi si una “scia d’odio” nei suoi confronti e in quelli dell’avvocato Elena Barra, scaturito dalle evidenze (video e dichiarazioni) fornite dalla trasmissione “Le Iene”, in merito al caso del Professore Carlo Gilardi, l’anziano facoltoso di Airuno, il tutto etichettato come “fatti inesatti”. Secondo la ricostruzione dei fatti, il fatidico giorno in cui il signor Gilardi ha abbandonato la sua abitazione, non si è presentato da solo presso la struttura assistenziale in cui vive attualmente, bensì quel giorno i Carabinieri insieme all’avvocato che il giudice ha nominato, in qualità di amministratore di sostegno si sono occupati