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Il tribunale si disinteressa di lui (VELLETRI, 10 Settembre 2021). C’è un bambino che rifiuta di vedere la mamma, separata dal padre: lei non gli ha fatto nulla eppure la rifiuta con astio. Ha soltanto 11 anni, ma non vuole stare con lei, la maltratta, se si vedono scappa dopo pochi minuti, al telefono le urla di sparire. È chiaro che il bambino, che vive con il padre per ordine del tribunale, non è arrivato da solo a scatenare questa forma di rifiuto verso di lei, ma è con tutta probabilità strumentalizzato dal genitore contro la mamma. Eppure, nonostante i comportamenti conclamati, che evidentemente dimostrano un disagio profondo di cui soffre questo bambino, il tribunale di Velletri, dove il ragazzino vive, non prende alcun provvedimento, non esamina il caso, non approfondisce le cause del suo malessere, non interviene in suo aiuto.

Per la tutrice nessun problema: era consenziente  ROMA (7 Settembre 2021). A volte non c’è davvero limite al peggio e a quello che certe persone sono costrette a subire dalle istituzioni chiamate invece ad aiutarle. La tutrice nominata dal tribunale per occuparsi di due bambini affidati a una comunità, alla notizia di un episodio di violenza sessuale subita da una dei minori, una ragazzina di appena 12 anni, ha risposto che non c’erano problemi di sorta, che non era necessario intervenire, poiché il rapporto sessuale con un quattordicenne ospite della medesima struttura era stato consensuale. «Ma che consenso consapevole può dare una bambina di appena 12 anni?» dichiara l’avvocato Miraglia, che segue da un anno la vicenda tormentata e assurda vissuta di questi due ragazzini e dalla loro madre, vittime delle angherie dell’avocato loro tutrice, la quale proprio non si occupa né

Avvocato Miraglia: «L’assessore Maellare legga le carte» (VERONA, 7 Agosto 2021). Nella questione dei bambini che i Servizi sociali di Verona hanno allontanato dai genitori per questione di “genere”, in realtà è proprio la relazione degli operatori che indica a mamma e papà di non far usare alla bambina giochi maschili. Smentendo così le affermazioni rilasciate dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Daniela Maellare, secondo la quale ritenere che l’allontanamento sia stato generato da una questione di genere suonerebbe come un’offesa all’intelligenza degli assistenti sociali e dei giudici del Tribunale minorile». Purtroppo basta leggere le relazioni e si evince che è tutto vero, nero su bianco: gli operatori apprezzano che chi si sta prendendo cura dei ragazzi, che vivono in una comunità, li stia educando differenziando loro i giocattoli. «Lungi dal voler polemizzare con l’assessore Maellare» dichiara l’avvocato Miraglia, che assiste i genitori,

Verona, bimba usa le macchinine del fratello: figli tolti di nuovo ai genitori Il legale di una coppia denuncia: «Il tribunale non ha fatto rientrare i piccoli con la famiglia citando il fatto che con papà e mamma utilizzassero giochi” non adatti al genere”» di Laura Tedesco shadow La «colpa» imputata a una coppia di genitori veronesi che si sono visti allontanare i due figlioletti, un bambino e una bambina? «Non aver utilizzato con i due piccoli giochi “adatti per età e per ruolo di genere”, lasciando il maschietto libero di giocare con le bambole, se lo desidera, e la femminuccia con le macchinine». A portare alla luce la vicenda è lo studio legale Miraglia di Modena che denuncia come sia «totalmente inaccettabile che nel 2021 possa accadere una cosa simile e per di più da parte di istituzioni pubbliche, che dovrebbero essere