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 • Evidenza  • Divorzio breve: basterà un anno, 9 mesi senza minori e se c’è l’accordo

Divorzio breve: basterà un anno, 9 mesi senza minori e se c’è l’accordo

  • Il divorzio breve riparte. Ieri la commissione Giustizia della Camera ha infatti approvato all’unanimità il testo base del disegno di legge che modifica l’articolo 3 della legge sul divorzio (la 898/70) e abbatte il tempo che i coniugi devono attendere dopo la separazione (giudiziale, consensuale o di fatto) per poter domandare lo scioglimento del matrimonio.
  • Nel dettaglio, il testo unificato del Ddl riduce gli attuali tre anni a uno il tempo di separazione necessario, che scende ancora a nove mesi nelle separazioni consensuali, se non ci sono figli minori. Inoltre, secondo lo schema di Ddl, i nuovi termini decorrono dal deposito della domanda di separazione e non, come accade ora, dalla comparizione dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione. È una modifica introdotta, come spiega Alessandra Moretti (Pd), relatrice del Ddl insieme con Luca D’Alessandro (Forza Italia), per mettere tutti i coniugi nella stessa situazione, senza farli dipendere dai tempi differenti di fissazione delle udienze nei vari tribunali.Inoltre, lo schema di Ddl interviene sull’articolo 191 del Codice civile precisando che la comunione dei beni si scioglie già nel momento in cui, in sede di udienza presidenziale, il giudice autorizza i coniugi a vivere separati.Il testo è il risultato della fusione di cinque disegni di legge presentati da parti politiche diverse: Pd, Forza Italia, Sel, Movimento 5 Stelle e Psi. Moretti è «soddisfatta per questo primo, importante passo nell’iter del divorzio breve» e annuncia che «i termini per la presentazione degli emendamenti scadono a fine mese e il 24 aprile ci saranno le audizioni». L’obiettivo è far approdare il testo nell’aula della Camera entro fine maggio, per farlo poi passare al Senato in tempo brevi. «Ci auguriamo – prosegue Moretti – che il percorso di questa legge, per troppe volte rimandata nelle scorse legislature, possa essere rapido, anche grazie all’accordo preso dai presidenti di Camera e Senato che hanno previsto tempi stretti per la calendarizzazione del provvedimento».Del resto, gli anni di attesa richiesti ai coniugi separati per arrivare al divorzio – portati da cinque a tre nel 1987 – sono da tempo al centro di proposte di legge di riforma: l’ultimo tentativo risale alla scorsa legislatura. La legge italiana attuale è distante da quelle di altri Paesi europei. In Francia, infatti, se la decisione di porre fine all’unione è consensuale, non è necessario alcun periodo di separazione, mentre se non lo è il divorzio può essere concesso dopo soli due anni. La procedura tedesca prevede un anno di separazione se vi è consenso e tre se non c’è. In Gran Bretagna sono previsti due o cinque anni di separazione, ma se si dichiara che vi è stato da parte dell’altro coniuge un «comportamento che rende insostenibile la prosecuzione del rapporto» il giudice può dichiarare immediatamente il divorzio

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