Nello zaino libri e coltelli
Di Sara Spoletini Secondo i dati del Viminale nel 2024 le lesioni dolose, in cui rientrano anche gli accoltellamenti, sono aumentate del 5,8%. La diffusione delle armi bianche tra i giovani è sempre più diffuso, dovremmo interrogarci se i ragazzi le usano per noia, per rabbia o per uccidere. Le lame sono diventate il simbolo di una generazione, quella a cui la pandemia ha lasciato incertezze, insicurezze e isolamento. Le lame sono diventato il mezzo attraverso cui i ragazzi gridano il proprio disagio a stare al passo con una società che non li ascolta, quella società a cui fanno fatica a stare dietro, a comprenderne le regole, a trovare un posto in essa. L'allarme riguarda soprattutto il Centro Nord: nelle grandi città aumentano le lesioni causate da minori e si allunga l'elenco di violenze tra i banchi, recentemente i fatti accaduti a La Spezia
La Cassazione smonta il sistema: la decadenza genitoriale non è una scorciatoia
La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 32004/2025, depositata il 9 dicembre 2025, segna un punto di svolta nel diritto minorile e mette in discussione prassi ormai consolidate che, negli ultimi anni, hanno finito per snaturare il significato stesso della tutela del minore. La Suprema Corte cassa integralmente il decreto della Corte d’Appello di Napoli che aveva confermato la decadenza di entrambi i genitori dalla responsabilità genitoriale e il collocamento della figlia in comunità. Nel giudizio di legittimità la madre era difesa dall’avv. Miraglia, che ha sostenuto l’illegittimità della misura ablativa in assenza di condotte realmente pregiudizievoli e senza l’attivazione di percorsi di recupero del legame familiare. «Questa sentenza rappresenta una boccata d’ossigeno per il diritto minorile – osserva l’avv. Miraglia – ed è un richiamo severo a pratiche che si erano pericolosamente normalizzate. La Corte di Cassazione rimette ordine
La mamma brasiliana non perde la figlia: il Tribunale di Torino dichiara il non luogo a provvedere sull’adottabilità e restituisce dignità alla famiglia d’origine
(Torino 12 novembre) Una storia di dolore, distanza e incomprensione culturale si conclude con un pronunciamento che restituisce umanità e giustizia. Il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta ha infatti dichiarato il non luogo a provvedere sulla richiesta di adottabilità di una bambina di due anni, di-sponendone l’affidamento ai familiari materni. Una decisione che segna un punto di svolta nel modo di intendere la tutela dei minori e riafferma con forza il principio secondo cui l’adozione deve rap-presentare una soluzione estrema, mai un automatismo. La sentenza giunge al termine di un percorso lungo e complesso, che ha visto una madre di origine brasiliana affrontare un sistema che troppo spesso non ha saputo comprenderla né accompagnarla. Giunta in Italia in condizioni di grande fragilità personale e sociale, la donna si è trovata immersa in un contesto istituzionale rigido e
Francesco Miraglia: una figura autonoma e una voce libera per un nuovo impegno civile
Presentazione del Movimento “Viceversa” – Giovedì 13 Novembre, ore 12:00, Pontificia Università Antonianum – Via Merulana 124, Roma ROMA, 1 novembre 2025 – Nasce a Roma “Viceversa”, un nuovo movimento culturale e sociale ispirato e sostenuto da Francesco Miraglia, figura autonoma e indipendente da ogni schieramento, che da anni si batte in prima linea per i diritti civili, la tutela dei minori e una giustizia realmente egualitaria. Al centro della visione di Viceversa vi è l’Articolo 3 della Costituzione Italiana, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e impegna la Repubblica a rimuovere ogni ostacolo che limiti la libertà e la dignità delle persone. Un principio che, secondo Miraglia, «non può restare solo sulla carta, ma deve tradursi in azioni concrete, politiche sociali coerenti e un cambio di mentalità collettivo». Il movimento si propone di promuovere una società fondata sulla
Stereotipi e Società
di Sara Spoletini (Sociologa) La parola stereotipo ultimamente è molto utilizzata, sinonimo spesso di immagine o etichetta da associare a qualcosa che per cultura. Immaginario collettivo, usanza deve essere fatta o debba avere determinate caratteristiche. E’ quasi un contenitore, dentro il contenitori con il marchio dello stereotipo X le persone X devono avere determinate caratteristiche, riconoscibili e associabili ad un gruppo. Il solo fatto di poter esser essere associati ad un gruppo ci rimanda ad un senso di comunità e a dei valori sociali condivisi e accettati. Gli stereotipi ci danno sicurezza. Aiutano a capire il mondo in base ad immagini mentali che la culturae la società ci hanno fatto accumulare. Ma nel corso della vita l’esperienza ci porta a modificare tali semplificazioni perché ci accorgiamo che non tutto si può catalogare, che ci sono sempre quelli che non possono essere
A Villa Piovene Porto Godi la presentazione del libro “Ma il problema sono io?!”
Lugo di Vicenza, domenica 7 settembre 2025 – Una giornata di cultura, riflessione e condivisione dedicata al tema della violenza di genere e alla costruzione di percorsi di sostegno alle vittime. Alle ore 11:15, presso Villa Piovene Porto Godi, sarà presentato il libro “Ma il problema sono io?! – La vittimizzazione secondaria ad opera del sistema giudiziario: violenza domestica e allontanamento dei figli dalle madri” (Armando Editore). Il volume porta la firma di Francesco Miraglia e Daniela Vita, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di ANILDD Spagna (Associazione Nazionale Invalidi del Lavoro e Disabilità Diffusa). Entrambi da anni operano in ambito legale, con un impegno costante nella difesa dei diritti delle donne vittime di violenza, dei minori e delle persone in condizione di fragilità, sia in Italia che a livello internazionale. ANILDD è un’associazione attiva nella difesa dei diritti delle vittime di violenza
Madre e figlia tornano finalmente a casa. Il Tribunale per i Minorenni sconfessa i Servizi Sociali di Reggio Emilia: “Nessuna misura limitativa necessaria”
L’avv. Miraglia: «Non è giustizia, è riparazione» Bologna, 11 luglio 2025 – Dopo anni di permanenza forzata in comunità madre-bambino, senza alcuna reale progettualità, una madre e la sua bambina tornano finalmente a casa. Il Tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna ha disposto con decreto definitivo la revoca dell’affidamento della minore ai Servizi Sociali di Reggio Emilia, riconoscendo la piena capacità genitoriale della madre e il contesto familiare favorevole garantito dalla nonna materna. Una decisione attesa, sofferta, ma finalmente giusta, che pone fine a un percorso segnato da silen-zi, abbandoni e da un pregiudizio mai superato: quello legato al passato della madre, che in anni precedenti aveva perso la responsabilità genitoriale su altri tre figli, dichiarati adottabili. Un passa-to difficile, che tuttavia non può e non deve diventare una condanna perpetua. «L’unica vera “colpa” di questa donna era il suo passato», dichiara
Roma, 21 giugno 2025 — IV Congresso ASI “Guerra e/o Pace: Le Società in Transizione” Relatore: Francesco Miraglia
Intervista a Francesco Miraglia — Relatore al IV Congresso ASI A cura di Martina Esposito Titolo: “Difendere i bambini è l’unico modo per salvarci tutti” In occasione del IV Congresso nazionale dell’Associazione Sociologi Italiani — quest’anno dedicato al tema “Guerra e/o Pace: Le Società in Transizione” — Francesco Miraglia, professionista da anni in prima linea nella difesa dei diritti dei minori, ha portato sul palco la voce di chi spesso resta invisibile: l’infanzia vittima delle guerre e dei conflitti sommersi. Subito dopo il suo intervento, Martina Esposito lo ha intervistato per raccogliere e approfondire la forza del suo messaggio. Martina Esposito: Francesco Miraglia, la sua relazione ha scosso la platea. Cosa significa parlare di infanzia in un congresso di sociologia su guerra e pace? Francesco Miraglia: Significa non dimenticare chi non firma trattati, chi non siede nei palazzi del potere, ma paga tutto sulla propria
A Vitulazio si installa il 5G, si cancella la storia: oltre 200 cittadini denunciano, “qui ci stanno avvelenando”
(13 Giugno 2025) A Vitulazio, in provincia di Caserta, è comparsa una nuova antenna 5G: una torre alta circa 50 me-tri, posizionata in Località Tutuni a ridosso dell’Antico Casino di Caccia Borbonico, edificio stori-co del Settecento vincolato come bene culturale. Nessuna comunicazione pubblica, nessun coin-volgimento della popolazione, nessuna tutela per la salute e per il paesaggio. Questa volta, però, i cittadini non sono rimasti in silenzio. Più di duecento persone hanno già firmato e conferito incari-co legale per bloccare questa installazione e chiedere verità, controlli e responsabilità. È nato così il comitato spontaneo “No Antenne”, rappresentato legalmente dall’Avv. Miraglia di Modena, che ha depositato una formale diffida e richiesta di verifica urgente presso tutte le autori-tà competenti: Prefettura, Regione Campania, Provincia di Caserta, ARPAC, Soprintendenza Ar-cheologica, Ministero dell’Ambiente e Comune di Vitulazio. Il documento, corredato da documen-tazione normativa e fotografica,
«Le parole sono giustizia»
Intervista a Francesco Miraglia, ospite al Salone del Libro di Torino A cura di Alessio Romano Torino – Una testimonianza intensa, civile, umana. Sabato 17 maggio, presso lo Spazio Calabria del Salone Internazionale del Libro di Torino, Francesco Miraglia, autore e operatore nel campo della tutela dei diritti, ha presentato due libri che affrontano frontiere sensibili del nostro tempo: “Ci sono anch’io” e “Ma il problema sono io?”, entrambi pubblicati da Armando Editore e scritti in collaborazione con Daniela Vita. Un fumetto per raccontare i diritti delle persone con disabilità. Un saggio che dà voce alle vittime di violenza domestica e a chi subisce l’ingiustizia dopo la denuncia. Un doppio lavoro che unisce racconto e denuncia, esperienza professionale e urgenza civile. Francesco, com’è stato tornare al Salone del Libro da autore, con due opere così impegnative? «È stato un momento di grande impatto umano e