Reggio Calabria: 8 maggio “Ci sono anch’io” La disabilità è una dimensione della diversità umana.
In una serata che permette di essere non solo un evento culturale ma un vero e proprio viaggio nel cuore dell’umanità, la libreria “Libro Amico” di Reggio Calabria si prepara ad accogliere la comunità per la presentazione del libro “Ci sono anch’io: La disabilità è una dimensione della diversità umana. Quest’opera che si dipana attraverso le pagine scritte con dedizione e sensibilità da Daniela Maria Vita e Francesco Miraglia, sarà al centro di una serata di riflessione il prossimo 8 maggio 2024. Questo importante volume, esplora le molteplici facce della disabilità, trattando il tema non solo come una questione di diritti ma anche come una profonda espressione della diversità umana. Il libro si propone di sfidare i pregiudizi e di aprire un dialogo costruttivo sull’ inclusione e sul valore delle differenze all’interno della nostra società. La presentazione vedrà la partecipazione di
Chieti: quattordicenne plagiata da un adulto, l’assistente sociale lo fa entrare in casa famiglia
CHIETI (29 aprile 2024). Una quattordicenne che vive nella provincia di Chieti è stata plagiata da un uomo molto più grande di lei, di 24 anni. Un uomo terribile, dai racconti che oltre ad avere degli incontri intimi con lei da quando aveva appena tredici anni, l’ha irretita a tal punto da farle odiare la famiglia, l’ha costretta a fare sesso con lui e a conse-gnarli le mance dei genitori per comperarsi la droga. La ragazzina è stata condotta in casa famiglia, visto il difficile rapporto che si è instaurato con la famiglia a causa delle mani-polazioni dell’uomo: ma invece di permetterle di vedere i genitori e il fratello per rico-struire un rapporto con loro, l’assistente sociale le fa vedere invece regolarmente l’uomo. E sostiene che sia la madre della giovane ad essere una persona “sbagliata”, tanto da aver allontanato
Cassino: processo per il capo dei servizi sociali e per un assistetene sociale per violenza privata e abuso d’ufficio
Avevano tolto due ragazzine alla zia, cui erano affidate, solo per ripicca. CASSINO (08.02.2024). Imputazione coatta per due reati gravi: violenza privata e abuso d’ufficio. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’imputazione coatta per due membri dei servizi sociali di Cassino. Il pubblico ministero aveva richiesto l’archiviazione, ma il gip ha ritenuto che per questi due reati ci fossero delle prove serie e circostanziate e che il provvedimento di allontanamento delle due ragazzine – trasferite in una comunità – fosse del tutto illegittimo. E’ basato su una forma di rancore verso la zia delle ragazze, alla quale erano state affidate nel 2018, poiché il giudice tutelare l’aveva ritenuta la scelta idonea per la loro crescita serena: la mamma soffre di disordini psicologici e psichiatrici, il padre non riesce ad occuparsi delle figlie e si è sposato con una
Never ending violence against women children
1 AGORA International Journal of Juridical Sciences, http://univagora.ro/jour/index.php/aijjsISSN 1843-570X, E-ISSN 2067-7677Vol. 17, No. 2 (2023), pp. 52-5952NEVER-ENDING VIOLENCE AGAINST WOMEN AND CHILDRENF. MIRAGLIA Francesco MiragliaNational Institute of Family Pedagogy in Rome, Italy & Madrid Forum, SpainE-mail: info@avvocatofrancescomiraglia.itAbstract: This article regards the subject of “secondary victimization”.It regards a judicial term which still appears to be unknown, not only to the public opinionbut also to justice operators; however, it defines a reality of domestic violence andassisted violence which, unfortunately, are still very frequent and dramatically affect thelife of many women and of their children and it consists in blaming the victim of theviolence.Keywords: secondary victimization, victim, violence, phenomenon, cases of minors, foster families, accusation.INTRODUCTIONSecondary victimization means “victimization which does not happen as a directconsequence of the criminal act, but throughout the response given by institutions andindividuals to the victim” (definition given by the
Lettera aperta al Presidnete del Consiglio On.le Giorgia Meloni
Riceviamo e pubblichiamo Modena, lì 15 Dicembre 2023 Egregio Sig. Presidente del Consiglio Onorevole Giorgia Meloni Sua sede p.c. Preg.mo Sig. Direttore Sua sede LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ONOREVOLE GIORGIA MELONI. Signor Presidente del Consiglio, le cronache di questi giorni ci hanno raccontato di fatti gravissimi che purtroppo, ancora una volta, hanno visto il triste coinvolgimento delle donne in quanto tali. Tanti, anzi, tantissimi, sono stati gli interventi pubblici ad opera di politici, giornalisti e cittadini, fino a potersi delineare una sorta di smania a chi avrebbe detto di più. Ad onor del vero, in tema, tanto si è fatto – basti pensare alle ultime modifiche apportate al Codice Rosso – ma ancora molto resta da fare. Mi rivolgo a Lei, personalmente, perché un detto mi ha accompagnato fino ad ora e spero mi accompagnerà ancora per molti anni: “non bisogna predicare bene e
Replica “Sorpreso a fare sesso con la Prof in carcere”
Gentile direttore de il Mattino di Padova, chiedo cortese replica e rettifica per conto della mia assistita, che stamane, con sorpresa e anche dolore, ha trovato il proprio nome pubblicato nell’articolo a firma di Cristina Gene-sin. La mia assistita, allo stato attuale, non è stata né processata né condannata e come tale merita il rispetto dovuto a chi è innocente, fino a prova contraria. Senza contare che l’aver accostato il suo nome ad un episodio così grave – senza attende-re l’esito processuale e la dichiarazione di una presunta colpevolezza della mia assistita – ha nuociuto gravemente alla sua persona e alla sua professione. Come potrà pensare di conservare il proprio impiego o trovarne di nuovi dopo che è stata trattata come una criminale, senza attendere il pronunciamento di un giudice? I fatti ripor-tati, poi, sono distorti e dissimili dalla realtà. Sbattere “il mostro
Replica all’articolo pubblicato sulla Stampa “non maltrattiamo i ragazzi nel li leghiamo. ” la mamma che protesta fa solo danni al figlio”. A firma di Maria Teresa Marchese
MINORE IN COMUNITÀ A CASALNOCETO DA CUI SCAPPANO CONTINUA-MENTE RAGAZZI. Avvocato Miraglia: «Giusto protestare se la situazione è drammatica. Intervenga il ve-scovo!» TORINO (7 Dicembre 2023). «Quanto dice il direttore della comunità terapeutica Paolo VI di Casalnoceto non corrisponde al vero, per lo meno per quanto riguarda la mia assisti-ta». L’avvocato Miraglia interviene a seguito di alcuni articoli di stampa che riportano la posizione del direttore della comunità, contro la madre di un ragazzino di undici anni, ospite della struttura, che da tre anni non lo incontra e non sa nemmeno come stia. Da due giorni staziona in tenda davanti al cancello per cercare di parlare con qualcuno. Finora, nonostante appelli accorati, non è mai stata ricevuta. «Addirittura la struttura si è rifiutata di far entrare il tecnico incaricato dal tribunale di svolgere una perizia per valutare il rap-porto madre figlio
Francesco Miraglia Relatore all’Università “Agorà” Romania a parlare di «Donne vittime di violenza…questo non è amore!»
A breve il suo nuovo libro «Ma il problema sono io?! Violenza domestica e allontanamento dei figli dalle madri» Roma (23 novembre 2023). In concomitanza con la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne proprio il 25 novembre Francesco Miraglia sarà relatore all’università di Oradea, in Romania, per trattare del tema «Donne vittime di violenza
Milano: denunciata al tribunale al centro di sostegno perché preferisce il pubblico
Avvocato Miraglia: «Ma che interessi ci sono dietro?» MILANO (21 novembre 2023). Una donna milanese è stata denunciata al Tribunale per i minorenni per essersi rivolta a un centro di sostegno alla genitorialità pubblico, non potendo più permettersi il costoso centro privato che le avevano indicato i Servizi sociali. Passata ad essere una cattiva madre in quatto e quattr’otto: a giugno era stata definita come una madre adeguata tanto che veniva riconfermato il collocamento della sua bambina di dieci anni presso di sè. A settembre la stessa mamma dopo aver comunicato la volontà di rivolgersi ad un ente pubblico per sua figlia, di colpo diventa inadeguata e non tutelante tanto che lo stesso terapista privato consigliava l’allontanamento della bambina da sua mamma e da tutto il suo ambiente famigliare. «Non mi stancherò mai di ripeterlo – commenta l’avvocato Miraglia, legale
Brescia: dopo 4 anni revocato l’affidamento ai servizi sociali per una mamma brasiliana
Avvocato Miraglia «Gravissimo pregiudizio» BRESCIA (18 novembre 2023). In Italia guai a essere una madre single, straniera e pure ballerina: ti ritrovi per quattro anni con il fiato dei Servizi sociali sul collo e la necessità di difenderti da ac-cuse infamanti e ingiuste. Una donna brasiliana per quattro anni ha dovuto lottare per dimostrare di essere una brava mamma, come d’altronde è ed è sempre stata; e per tenere con sé i figli, dal mo-mento che erano stati affidati ai Servizi sociali con la responsabilità sospesa «Contro ribattendo punto per punto alle accuse – dichiara l’avvocato Miraglia, al quale la donna si è rivolta – siamo riusciti a dimostrare che lei è sempre stata una mamma attenta e premurosa. Si occupa dei figli, si interessa della scuola, si è rivolta a una neuropsichiatra infantile per alcune difficoltà di una dei bambini.