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. Sindaco, servizi sociali e tutori “straccia-no” la sentenza del tribunale riguardo tre fratellini VITERBO (13 Marzo 2023). C’è un tribunale che sentenzia e una serie di istituzioni pubbliche che invece di eseguire il provvedimento, agiscono in modo tutto diverso. A discapito della felicità di tre bambini e della sentenza di un Tribunale. I genitori, rivoltisi all’avvocato Miraglia, sono ricorsi in Appello e hanno scritto al presidente del tri-bunale per i minorenni di Roma. In attesa dell’udienza prevista per maggio ci si interroga: ma in pro-vincia di Viterbo le regole chi le fa? I tre bambini hanno 12, 6 e 3 anni, abitano nel Viterbese e per alcune difficoltà familiari il Tribunale per i minorenni di Roma lo scorso aprile ha emesso un decreto di adottabilità, pur conservando la possibilità per i bimbi di continuare a vedere i genitori naturali, secondo un

Da quasi due anni non gli fanno vedere la mamma. Per i Servizi sociali è “sereno”. FERRARA (21 gennaio 2022). A volte le istituzioni si accaniscono in maniera crudele e sistematica contro le persone: a Ferrara questo accade nei confronti di un bambino che oggi ha 7 anni e che nella sua brevissima vita ha vissuto lunghissimi periodi lontano dalla mamma, è stato collocato presso famiglie affidatarie, parcheggiato in una comunità degli orrori, e solo saltuariamente ha vissuto con lei.

Bimbo di 8 anni dichiarato adottabile in pochissime settimane. Avvocato Miraglia: “Il presidente della Campania Vincenzo De Luca sa come vengono gestite queste strutture nella sua regione?” SALERNO (12 gennaio 2022). Non basta ciò che lei e il figlio hanno passato, dopo le botte da parte del compagno che ha addirittura ferito il piccolo alla gola con delle grosse cesoie. Alloggiati d’urgenza in una Casa-famiglia in provincia di Salerno, la donna è passata da un incubo a un altro: costantemente bullizzata dalle altre ospiti e costretta ad andarsene per qualche giorno, al suo ritorno ha trovato la porta sbarrata e soprattutto ha appreso che il suo bambino era stato dichiarato adottabile. “Quando uno pensa di averle sentite tutte, arriva sempre di peggio” commenta l’avvocato Miraglia, al quale la donna disperata si è affidata. “Quanto capitato a questa donna ha dell’incredibile: senza la verifica

Roma 22 Dicembre 2021. Era il 15 Settembre, quando apprendevamo la notizia di una bambina 12enne rinchiusa in casa famiglia, vittima di abuso sessuale da parte di un altro ospite della stessa struttura, e delle discutibili dichiarazioni della Tutrice che aveva sostenuto che tale violenza fosse stata consensuale, un fatto gravissimo che fa emergere l’inadeguatezza di alcune figure professionali, che invece di tutelare i bambini sono spesso causa di ulteriore violenza. “Oggi per questa bambina e per il fratellino, anch’esso allontanato dalla famiglia, è finito il calvario - dichiara l’Avvocato Miraglia - finalmente potranno riabbracciare la loro mamma, trascorrendo, a settimane alterne, il loro tempo presso la dimora dei genitori”. L’aspetto più grave della vicenda non è solo ciò che la ragazzina ha subito in comunità, ma di pari gravità sono le dichiarazioni fatte dalla Tutrice in udienza, secondo la quale non poteva

Avvocato Miraglia: «Santo Padre, liberi il bimbo sequestrato dalla comunità terapeutica gestita dalla Diocesi di Tortona» ALESSANDRIA (20 Dicembre 2021). Papa Francesco si è commosso alla vista del campo profughi di Kara Tepe nell’isola di Lesbo, durante la sua recente visita in Grecia, dove bambini, donne e uomini vivono reclusi, ingabbiati dentro recinti di filo spinato, senza dignità, reduci da una realtà che potrebbe definirsi senza mezzi termini alquanto disumana. Ma una realtà terribile è presente anche nella più vicina Italia, per giunta in una struttura gestita dalla Diocesi di Tortona. Una comunità terapeutica, pure intitolata a un papa, che tiene segregato un ragazzino iperattivo di nove anni, imbottendolo di farmaci, rinchiudendolo senza possibilità di vedere la madre e senza nemmeno fargli frequentare la scuola. Alla vista del costernato dolore del papa, l’avvocato Miraglia ha preso carta e penna e ha

Alle rimostranze del padre per ripicca gli bloccano gli incontri coi figli VERONA (18 Dicembre 2021). i Servizi sociali di Verona hanno dato vita a una nuova moda: se un padre si lamenta del trattamento dei figli, alloggiati in comunità, gli sospendono gli incontro coi bambini e quando lo convocano per un chiarimento fanno trovare i vigili urbani schierati ad “accoglierlo”. Ci sarebbe da sorridere se non si trattasse di un fatto gravissimo quello accaduto a una famiglia veronese, che da anni subisce una ripicca dietro l’altra: viene loro vietato di incontrare i bambini, per un motivo assurdo: il padre si sarebbe lamentato del fatto che, nonostante compri continuamente abiti ai bimbi, uno di loro si è presentato all’ultimo incontro con le scarpe rotte. La stessa famiglia l’anno scorso si era vista allontanare i bimbi solo per aver denunciato la presenza

Presente all’appuntamento con l’Evento INPEF che si terrà a settembre “Il valore della Giustizia in Italia: tra prove oggettive e prove opinabili. L’Etica e le Perizie: il sistema italiano”, il Dr. Francesco Miraglia, Giurista e Giornalista, Esperto in Diritto di Famiglia e Minorile, stimato Docente INPEF, con una relazione dal titolo “Il ruolo delle Relazioni degli Operatori Sociali e la Funzione del Magistrato”. – Dr. Miraglia, parliamo di un tema piuttosto delicato, quello delle Relazioni e delle valutazioni che vengono portate all’attenzione di un Giudice in un’aula di Tribunale, concernenti perizie che poi possono determinare sentenze di allontanamento familiare. Quali sono le principali zone d’ombra di questo settore? “Mi occupo di diritto di famiglia e dei minori da ormai più di venti anni; nel tempo ho incontrato centinaia e centinaia di genitori e la domanda più comune, spesso rivolta con paura e timore, è

Intanto in comunità viene isolata e additata come “infame” per aver causato l’allontanamento del violentatore (ROMA, 15 Settembre 2021). «Temiamo per la sua sicurezza: il giudice la tiri fuori da lì»: l’avvocato Miraglia, facendosi portavoce della madre della dodicenne violentata in una comunità romana, non usa mezzi termini e invita il Tribunale per i minorenni di Roma ad intervenire tempestivamente. Il giudice, invece, pare non nutrire la medesima preoccupazione: ha infatti convocato l’udienza per fare chiarezza sulla vicenda tra ben due mesi, il prossimo 10 novembre. Nel frattempo la dodicenne, che ha avuto ripetuti rapporti con un quindicenne, ospite anch’egli della medesima comunità, si trova in un concreto stato di pericolo: mentre il giovane è stato allontanato, lei è rimasta nella struttura, dove è additata come “infame” e “spia”, e viene isolata dalle altre compagne. «E’ in pericolo» prosegue l’avvocato Miraglia, «sia perché in comunità a quanto

Il tribunale si disinteressa di lui (VELLETRI, 10 Settembre 2021). C’è un bambino che rifiuta di vedere la mamma, separata dal padre: lei non gli ha fatto nulla eppure la rifiuta con astio. Ha soltanto 11 anni, ma non vuole stare con lei, la maltratta, se si vedono scappa dopo pochi minuti, al telefono le urla di sparire. È chiaro che il bambino, che vive con il padre per ordine del tribunale, non è arrivato da solo a scatenare questa forma di rifiuto verso di lei, ma è con tutta probabilità strumentalizzato dal genitore contro la mamma. Eppure, nonostante i comportamenti conclamati, che evidentemente dimostrano un disagio profondo di cui soffre questo bambino, il tribunale di Velletri, dove il ragazzino vive, non prende alcun provvedimento, non esamina il caso, non approfondisce le cause del suo malessere, non interviene in suo aiuto.

Avvocato Miraglia: «L’assessore Maellare legga le carte» (VERONA, 7 Agosto 2021). Nella questione dei bambini che i Servizi sociali di Verona hanno allontanato dai genitori per questione di “genere”, in realtà è proprio la relazione degli operatori che indica a mamma e papà di non far usare alla bambina giochi maschili. Smentendo così le affermazioni rilasciate dall’assessore ai Servizi sociali, Maria Daniela Maellare, secondo la quale ritenere che l’allontanamento sia stato generato da una questione di genere suonerebbe come un’offesa all’intelligenza degli assistenti sociali e dei giudici del Tribunale minorile». Purtroppo basta leggere le relazioni e si evince che è tutto vero, nero su bianco: gli operatori apprezzano che chi si sta prendendo cura dei ragazzi, che vivono in una comunità, li stia educando differenziando loro i giocattoli. «Lungi dal voler polemizzare con l’assessore Maellare» dichiara l’avvocato Miraglia, che assiste i genitori,