Ancona: anziana benestante rinchiusa a forza in una RSA
ANCONA (27 Ottobre 2021). Siamo di fonte a un nuovo business: persone benestanti, soprattutto anziani, vengono rinchiusi a forza in case di riposo dai loro amministratori di sostegno affiancati ed appoggiati dal Sistema Tribunale Tutelare, con il benestare dell’Autorità Giudiziaria competente, che ne controllano il patrimonio, evitando di effettuare accertamenti e controlli. Un caso era emerso l’anno scorso in provincia di Lecco, grazie a un servizio televisivo che aveva raccontato la vicenda accaduta al professore novantenne Carlo Gilardi, ricco benefattore che l’amministratore di sostegno ha rinchiuso in una casa di riposo, privandolo della propria libertà e della possibilità di ricevere visite da chiunque.
Sei anziano e facoltoso ? Vita negata, potrebbero tentare di appiopparti un amministratore di sostegno, o di chiuderti in una RSA, senza il tuo volere.
05 Ottobre, sono sempre più frequenti i fatti di cronaca legati ad anziani facoltosi, spesso anche famosi, che si ritrovano a combattere contro delle sentenze dei Tribunali, che impediscono loro di poter vivere serenamente, preservando la loro dignità. E per citarne uno fra i tanti casi, ci teniamo a parlare di quello relativo alla famosissima attrice Gina Lollobrigida, che commenta così l'ultima sentenza che risale all'1 Ottobre, emessa dai giudici della Corte di Cassazione, dove viene confermato per l'attrice appunto, l'amministratore di sostegno : “Sono amareggiata, non mi rassegno a questa decisione ingiusta e lesiva della mia dignità”. Anziani facoltosi a cui viene "appioppato" il famigerato amministratore di sostegno, che a quanto pare, proprio un sostegno non è ! Ecco cosa emerge quando si trattano casi di questo genere, queste figure sembrano mal sopportate, dalla persona alla quale viene affibbiato. Nelle stesse condizioni anche
L’avvocatessa di Bologna e la sua bambina finalmente tornano a casa, così è stato disposto dal Tribunale minori di Bologna
Bologna 27 Luglio, finalmente l’incomprensibile decisione assunta dai servizi sociali bolognesi, nei confronti di una madre (stimatissimo avvocato di professione), e della sua bambina di pochi mesi, gravemente malata, costrette a vivere, dentro una comunità, senza l’imprescindibile apporto dell’ambiente familiare, e dei propri affetti, nonché di una dimora più che adeguata, è stata stravolta dal Tribunale dei Minori di Bologna, grazie all’istanza urgente presentata dall’Avvocato Miraglia, difensore nominato dalla mamma della bimba. “Ci riteniamo molto soddisfatti, - dichiara l’Avvocato Miraglia - per il risultato ottenuto oggi, e per la rinnovata possibilità restituita a questa mamma, ed alla sua piccina, di vivere in un ambiente familiare materno, contornato dagli affetti più cari, e da un clima armonioso e sereno, che rappresentano un sostanziale e reale sollievo, nonché aiuto concreto, per questo nucleo familiare. Il calvario di questa mamma e delle sua piccolina, cominciò
Minori trattati come carne da “Macello”
Il giudice dispone per loro la comunità: a prelevarle con la forza arrivano i carabinieri, che le minacciano con arroganza come fossero criminali Torino (24 febbraio 2021). Nemmeno fossero delle criminali: in venti, tra assistenti sociali e carabinieri, qualche giorno fa hanno tentato di prelevare con la forza due ragazzine di 14 e 11 anni di Ivrea e portarle in una comunità, togliendole alla madre con cui vogliono stare, e al padre, cui sono affidate ma dal quale sono fuggite perché maltrattate. Le ragazze, al momento del blitz, si trovavano in auto con i nonni e si sono dovute asserragliare dentro la vettura per un’ora prima che le forze dell’ordine e le assistenti sociali demordessero dal loro intento. Ma è stata una tregua temporanea: i carabinieri hanno successivamente fatto irruzione nell’abitazione della mamma per ben due giorni di seguito, piazzandosi dentro