Bologna: adolescente accoltella il fratello
L’assistente sociale vuole allontanare da casa il ragazzino ferito: denunciata BOLOGNA (5 Agosto 2022). Un tredicenne con problemi comportamentali, in uno dei suoi sempre più frequenti scatti d’ira furiosa, ha accoltellato al braccio il fratello undicenne: ma i Servizi sociali del Comune appartenente alla città metropolitana di Bologna dove vive la famiglia hanno ipotizzato di allontanare il ragazzino ferito, lasciando il fratello “violento” con i genitori, così da “dar loro del respiro” e concentrarsi di più su di lui. «Il quale è evidente che ha necessità di essere aiutato con percorsi e sostegni specifici, come indicato anche dalle sue neuropsichiatre – sottolinea l’avvocato Miraglia, legale della famiglia – però i Servizi sociali in due anni hanno ritenuto di non intervenire, sebbene la sua violenza abbia avuto progressivamente un’escalation fino ad arrivare a ferire il proprio fratellino: dobbiamo aspettare il morto perché qualcuno
Niente amministratore di sostegno se il beneficiario può contare sulla protezione di una rete familiare
Avvocato Miraglia: «Da mesi sostengo che siamo di fronte a un nuovo business sulla pelle dei più fragili» PARMA (14 Luglio 2022). Ha fatto giurisprudenza, entrando tra le massime di Cassazione civile, la sentenza con la quale la Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Miraglia in difesa della sua assistita, una docente e artista di Parma: per gestire da sola l’ingente patrimonio di famiglia, la sorella aveva chiesto per lei un amministratore di sostegno. La Cassazione ha ribaltato la sentenza del Tribunale di Parma emanata nel 2019, confermata l’anno successivo dalla Corte d’Appello di Bologna, affermando che il ricorso all’amministratore di sostegno non può essere usato per dirimere conflitti familiari, specialmente laddove nella cerchia familiare ci sia qualcuno che possa supportare le persone nella gestione del proprio patrimonio. «Tra l’altro le sentenze del Tribunale e della Corte
Una madre vittima dei servizi sociali: una storia di errori che hanno rovinato una famiglia
Bologna 14 febbraio 2022 Il caso di Angela (nome di fantasia), una mamma di 46 anni, è l’ennesima triste vicenda dovuta al malfunzionamento dei servizi sociali e alle errate valutazioni dei loro operatori. La signora ha convissuto 12 anni con Roberto (nome di fantasia), una convivenza che non esita a definire “molto sofferta”, durante la quale è stata più volte vittima dell’atteggiamento aggressivo del compagno, al punto da doversi rivolgere ad un centro antiviolenza. Nonostante ciò, la coppia ha avuto due figli, Luca e Martina (nomi di fantasia), classe 2000 e 2004, che hanno assistito per anni alle dolorose dinamiche familiari. La famiglia è stata presa in carico dal servizio sociale di Bologna, ma invece di trovare aiuto e conforto in questa istituzione, la signora ha dovuto denunciare nel tempo fatti spiacevoli dovuti alla condotta errata degli operatori, caratterizzata da
Ferrara: bimbo costretto a distruggere una montagna di giornali per l’ansia
Da quasi due anni non gli fanno vedere la mamma. Per i Servizi sociali è “sereno”. FERRARA (21 gennaio 2022). A volte le istituzioni si accaniscono in maniera crudele e sistematica contro le persone: a Ferrara questo accade nei confronti di un bambino che oggi ha 7 anni e che nella sua brevissima vita ha vissuto lunghissimi periodi lontano dalla mamma, è stato collocato presso famiglie affidatarie, parcheggiato in una comunità degli orrori, e solo saltuariamente ha vissuto con lei.
L’avvocatessa di Bologna e la sua bambina finalmente tornano a casa, così è stato disposto dal Tribunale minori di Bologna
Bologna 27 Luglio, finalmente l’incomprensibile decisione assunta dai servizi sociali bolognesi, nei confronti di una madre (stimatissimo avvocato di professione), e della sua bambina di pochi mesi, gravemente malata, costrette a vivere, dentro una comunità, senza l’imprescindibile apporto dell’ambiente familiare, e dei propri affetti, nonché di una dimora più che adeguata, è stata stravolta dal Tribunale dei Minori di Bologna, grazie all’istanza urgente presentata dall’Avvocato Miraglia, difensore nominato dalla mamma della bimba. “Ci riteniamo molto soddisfatti, - dichiara l’Avvocato Miraglia - per il risultato ottenuto oggi, e per la rinnovata possibilità restituita a questa mamma, ed alla sua piccina, di vivere in un ambiente familiare materno, contornato dagli affetti più cari, e da un clima armonioso e sereno, che rappresentano un sostanziale e reale sollievo, nonché aiuto concreto, per questo nucleo familiare. Il calvario di questa mamma e delle sua piccolina, cominciò
Tribunale per i minori di Bologna: le associazioni chiedono l’intervento degli ispettori del Ministero
Il nostro comitato assieme ad altre associazioni a tutela dei minori chiede chiarezza sul Tribunale dei minori di Bologna e sulla vicenda della “Combriccola del Casale” e di Anna Giulia Camparini Bologna. Oggi alcune associazioni per la tutela dei minori hanno scritto una lettera al Ministro della giustizia dott. Andrea Orlando e alla Presidente della Commissione Parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza on. Michela Vittoria Brambilla, affinché si faccia chiarezza sul Tribunale dei minori di Bologna e sulla vicenda di Anna Giulia e della “Combriccola del Casale”. Già la risposta del governo, dopo le investigazioni fatte dal ministero sul Tribunale dei minori di Bologna in relazione alla “guerra tra toghe” del 2011 e alla vicenda di Anna Giulia, aveva lasciato le associazioni molto perplesse. Ma dopo la scandalosa vicenda della “Combriccola del Casale” (che non è l'esatto nome del gruppo Facebook ma che