Assistenti e aiutanti dei bulli
di Sara Spoletini (Sociologa) Nel 2025, circa il 15% degli adolescenti italiani è stato vittima di bullismo o cyberbullismo almeno una volta, con una percentuale di oltre 1 milione di studenti tra i 15 e i 19 anni colpiti dal cyberbullismo nel 2024. Tuttavia, le cifre esatte possono variare a seconda del tipo di abuso e della fonte del dato, con un recente rapporto Istat che indica che 1 ragazzo su 5 è vittima di bullismo e cyberbullismo. Le cronache quasi quotidianamente ci danno notizia di giovani che si suicidano per non essere più bullizzati, oppure di pestaggi tra minori, evidentemente c’è un problema. E il problema è serio. Se un gran numero di ragazzi frequentanti la scuola sono bullizzati il problema è che queste nuove generazioni stanno crescendo senza avere rispetto per la sensibilità significa che la società sta sbagliando tutto. Che
Un bambino torna finalmente a casa: la collaborazione dei genitori ha fatto la differenza
Un bambino della Sardegna torna finalmente a casa dopo un lungo periodo di allontanamento che aveva suscitato grande partecipazione e mobilitazione anche attraverso la pagina Facebook Bambino della Sardegna. Con provvedimento del 12 giugno 2025, il Tribunale per i Minorenni di Sassari ha revocato l’inserimento in comunità, riconoscendo l’importanza dei passi avanti compiuti grazie alla forza di volontà e al senso di responsabilità dimostrati dai genitori. Il risultato è stato reso possibile grazie a un confronto diretto e continuo tra madre, padre e avvocato, basato sulla consapevolezza che solo la collaborazione e l’ascolto reciproco possono portare a soluzioni efficaci e rispettose del superiore interesse del bambino. I genitori, infatti, non si sono sottratti al dialogo e hanno saputo superare ostacoli personali, dimostrando nei fatti di voler ricostruire un contesto sereno per il proprio figlio. In questa direzione, la partecipazione attiva
Cassazione contro il Tribunale per i Minorenni e la Corte d’Appello di Reggio Calabria: annullato il decreto sugli incontri obbligati con i nonni
Cassazione contro il Tribunale per i Minorenni e la Corte d’Appello di Reggio Calabria: annullato il decreto sugli incontri obbligati con i nonni È stata notificata oggi, 12 maggio 2025, l’ordinanza con cui la Corte di Cassazione ha annullato il decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria e, prima ancora, dal Tribunale per i Minorenni della stessa città. Si trattava di un provvedimento che imponeva a un bambino di riprendere i rapporti con i nonni paterni, anche con modalità forzate e l’intervento della forza pubblica in caso di opposizione materna. Una decisione che, per nove lunghi anni, ha gravato su una madre e sulla sua famiglia, obbligate a difendersi da un sistema giudiziario che – secondo quanto stabilito oggi dalla Suprema Corte – ha completamente ignorato il reale interesse del minore. Il caso era nato nel 2019, quando i nonni paterni
“Riabbracciati. Finalmente.”
Dopo oltre due anni, il Tribunale per i Minorenni di Milano ordina il rientro dei minori nella casa familiare. L’Avvocato Miraglia: “Una vittoria del cuore, non solo del diritto” Varese, 13 maggio 2025 – Si chiude con un abbraccio atteso e sofferto una delle vicende familiari più complesse degli ultimi anni. Con un provvedimento tanto atteso quanto giusto, il Tribunale per i Minorenni di Milano ha disposto il rientro presso la casa dei genitori di tre minori, precedentemente collocati in comunità con provvedimento d’urgenza adottato nel 2023. Una decisione che rappresenta non solo il ripristino della normalità familiare, ma soprattutto il riconoscimento della piena capacità genitoriale, già ampiamente documentata in sede peritale e legale. Fin dall’inizio, la famiglia ha vissuto un lungo e faticoso percorso, durante il quale ha sempre collaborato con le istituzioni, partecipato a tutti gli incontri protetti previsti e mantenuto
L’inefficienza del tribunale per i minorenni di Torino: un grido d’allarme per i diritti dei bambini
Torino 15 gennaio -La tutela dei diritti dei minori dovrebbe essere una priorità assoluta per ogni società civile tuttavia a Torino il Tribunale per i Minorenni sembra essere travolto da inefficienze strutturali che stanno compromettendo gravemente il benessere di molti bambini e delle loro famiglie questa realtà non può e non deve passare inosservata Lo Studio Legale Miraglia impegnato nella difesa dei diritti dei minori e delle loro famiglie ha recentemente portato alla luce situazioni drammatiche che evidenziano i ritardi cronici nell'adozione di provvedimenti necessari per garantire la serenità dei minori tali ritardi che spesso si protraggono per mesi o addirittura anni rappresentano non solo una violazione del diritto dei bambini a vivere in un ambiente stabile e amorevole ma anche un fallimento del sistema giudiziario Storie di sofferenza e incertezza Tra i casi emblematici spicca quello di una bambina che da oltre
Biella: educatrice denunciata per manipolazione di cue minori contro la mamma
(Biella 23 dicembre 2024) – Emergono preoccupazioni riguardo ai servizi sociali affidati alle cooperative, evidenziando la mancanza di controlli da parte delle istituzioni e i conseguenti abusi e ingiustizie che colpiscono i più vulnerabili. Questa è la situazione in cui si è trovata una madre biellese, coinvolta insieme alle sue due figlie di dieci e quattro anni. L’avvocato Miraglia, legale della donna, descrive una situazione allarmante. "A causa di compagni violenti, la mia assistita si è dovuta rivolgere a un centro antiviolenza. Di conseguenza, il caso è stato preso in carico dai servizi sociali e affidato a una cooperativa esterna". Ciò che doveva essere un percorso di protezione si è trasformato in un incubo. Durante un incontro protetto, la figlia maggiore ha riferito di essere stata picchiata dalla madre. Senza un'indagine approfondita, l’educatrice della cooperativa ha redatto una relazione accusatoria, dipingendo la donna come
Luca ritorna a casa: la prevenzione come strumento per evitare allontanamenti dolorosi
Il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta ha autorizzato il rientro del piccolo Luca, nome di fantasia, presso l'abitazione dei nonni materni, ponendo fine a un periodo in cui sia lui che la sua mamma erano stati collocati in una casa famiglia. La decisione è il risultato di un lungo percorso di valutazione che ha coinvolto esperti, psicologi e assistenti sociali e che ha avuto come obiettivo principale il benessere del minore e la ricostruzione di un ambiente familiare adeguato. Tuttavia, la vicenda solleva importanti interrogativi sull’efficacia delle politiche di tutela dei minori e sull'urgenza di adottare interventi tempestivi per prevenire situazioni di allontanamento che spesso risultano evitabili. La madre di Luca, nonostante le difficoltà personali, ha sempre mantenuto un legame affettivo forte con il figlio. Questo aspetto, riconosciuto dal Tribunale, avrebbe potuto essere valorizzato sin dall’inizio attraverso un sostegno
Napoli, violenza e giovani, un grido di allarme che non possiamo ignorare
di Francesco Miraglia, La morte di Arcangelo Correra, diciottenne ucciso per un colpo di pistola esploso dal cugino, rappresenta una nuova e tragica ferita per Napoli. Non è il primo giovane che, in pochi giorni, perde la vita per un’escalation di violenza, e temo che non sarà l’ultimo, a meno che non decidiamo finalmente di guardare in faccia questa emergenza e di prendere provvedimenti seri e risolutivi. Questa tragedia segue di poche settimane la morte di Emanuele Tufano, un ragazzo di appena 15 anni, colpito durante una sparatoria tra adolescenti, e di Santo Romano, diciannovenne ucciso in una lite esplosa per un motivo banale. Sono tre giovani vite spezzate, in appena diciassette giorni, una sequenza di eventi tragici che interroga la nostra coscienza collettiva e impone una riflessione profonda sul nostro fallimento come società. In qualità di esperto in diritto penale
Roma: mamma sinti tredicenne potrà riavere la sua bimba
La Corte d’Appello annulla la sentenza di adottabilità ROMA (24 ottobre 2024). Sentenza annullata: la tredicenne sinti potrà riavere la sua bimba, che le era stata tolta appena nata per essere dichiarata adottabile. La Corte di Appello di Roma ha accolto il ricorso presentato dalla famiglia della ragazzina, tramite l’avvocato Miraglia: nessuno era stato informato della dichiarazione di adottabilità della piccola e soprattutto alla giovane mamma non è stata offerta la possibilità – prevista per legge – di riconoscere la figlia, una volta raggiunti i 16 anni di età. «Una bella vittoria – dichiara l’avvocato Miraglia, che annuncia –: abbiamo denunciato l’assistente sociale e il giudice relatore al tribunale di Perugia, auspicando che il gip li rinvii a giudizio, in quanto è ormai chiaro, e sancito anche dalla sentenza d’appello, che hanno palesemente violato la legge». La vicenda risale al 2023, quando la
Ancona: lo stato italiano condannato dalla Corte europea
Ha violato il diritto di una mamma allontanata dal figlio Richiesto risarcimento all’assistente sociale ANCONA (6 agosto 2024). Lo Stato italiano ha violato i diritti umani di una mamma: così si è espressa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, di fatto condannando anche l’Assistente Sociale che da anni impedisce a una mamma di Ancona di vedere il figlio. La mamma ha richiesto un risarcimento in ragione dei danni subiti. «Anche la Corte dei Diritti Umani riconosce che molti allontanamenti di minori nascondono vere e proprie adozioni mascherate» commenta l’Avvocato Miraglia, legale della mamma ed esperto in Diritto di famiglia e Diritto minorile. Da almeno quindici anni, Miraglia si batte contro gli allontanamenti immotivati di bambini provenienti da famiglie fragili (spesso con scarse risorse economiche o di origine straniera), e che vengono affidati a coppie senza figli e mai restituiti alla famiglia